Un cenacolo dell’Ucid al servizio dell’Italia. Scrive Pedrizzi

Senso, missione e obiettivi dell’evento in programma il prossimo 28 marzo a Roma, alla presenza di sei ministri. Il racconto del senatore Riccardo Pedrizzi

Mai come in questa fase politica di turbolenza e contrapposizione, con vari focolai di crisi che agitano la società italiana, c’è bisogno di una camera di compensazione che metta insieme le forze sociali, produttive e politiche e crei una connessione diretta tra loro, che vada oltre i vincoli di appartenenza, che intercetti i cosiddetti corpi intermedi. Se poi si riesce a creare un luogo di scambio e di dialogo che innervi nella discussione franca e aperta anche l’ispirazione cristiana di una società che produce nel rispetto dell’etica, ecco che il confronto può diventare costruzione, progetto, obiettivo di tutti.
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“Energia e sovranità nazionale”: il 28 marzo la “Cernobbio” dell’Ucid Lazio con sei ministri, politici e manager

Si terrà il 28 marzo a Roma la cena sociale dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) Lazio, apertura dell’Anno sociale 2023, che quest’anno, presso “Spazio 900”, (Palazzo dell’Arte Antica, sito in Piazza Guglielmo Marconi, 26/B, zona Eur, 00144 Roma) fa registrare un parterre davvero eccezionale.
A discutere di “Autonomia energetica e sovranità nazionale”, su invito del Presidente dell’Ucid Lazio, Riccardo Pedrizzi, e del Consiglio Direttivo Regionale, interverranno Antonio Tajani Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionali, Carlo Nordio, Ministro della Giustizia, Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito, Eugenia Maria Roccella, Ministro per la Famiglia, […]

Quali rischi sistemici e ruolo del sistema bancario. L’opinione di Pedrizzi

Per fare sistema, l’Italia ha molto bisogno delle banche, ma anche di banchieri illuminati. L’opinione di Riccardo Pedrizzi, presidente regionale dell’Ucid Lazio, già senatore della Repubblica.

Te la do io l’America, era il titolo di un famoso programma tv di quando Beppe Grillo si esibiva ancora in veste di comico. Da quel fronte statunitense, oggi, ma anche da quello russo, arrivano minacce insidiose. In attesa di conoscere l’eventuale esposizione delle nostre banche sul fronte americano, dopo il crack della Svb, i segnali che arrivano dalle Borse, e in particolare da Piazza Affari, non sono proprio incoraggianti. Se Piazza Affari fiuta il pericolo, un motivo ci sarà. Le rassicurazioni che arrivano dagli Stati Uniti sulla solidità del sistema americano, da parte di Biden, dovrebbero essere sufficienti ad evitare un “contagio”, almeno sul piano finanziario, dettato dal panico dell’effetto “Lehman Brothers” anche in Europa. Ma i mercati, si sa, si muovono con logiche che spesso sono indipendenti da quelle politiche e il sottobosco della finanza globalizzata riserva spesso sorprese clamorose.
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Chi e dove colpisce l’inflazione. L’analisi di Pedrizzi

Da quasi 30 anni a questa parte 25 milioni di italiani più poveri della popolazione adulta hanno visto la propria quota di ricchezza ridursi di circa tre volte. E ormai solo pochi pensano che la propria situazione non cambierà. La fotografia di Riccardo Pedrizzi

Dalla metà degli anni novanta, 25 milioni di italiani più poveri della popolazione adulta hanno visto la propria quota di ricchezza sul totale ridursi di circa tre volte e oggi hanno un patrimonio medio di circa settemila euro. Attualmente quasi sei milioni di persone sono in povertà assoluta.

I rapporti Istat e Svimez raccontano di un’Italia che, anche per la pandemia, ha visto la povertà sempre più allargarsi a nuove fasce di popolazione: dai piccoli lavoratori autonomi ai piccoli artigiani, e tanto più nelle fasce di età più avanzate. Il virus ha ampliato le disuguaglianze delle persone in condizioni di indigenza che è cresciuta fortemente. Ciononostante nel nostro Paese ancora solo il 10% dei trasferimenti pubblici va alle famiglie più povere mentre, ad esempio, in Francia il 20%.

E più crescono le disuguaglianze più l’ascensore sociale rallenta con la prospettiva che la transizione ecologica, pur indispensabile avrà costi elevati, che ricadranno sulle classi meno abbienti. Secondo la Banca d’Italia, le famiglie italiane sono meno ricche ed hanno debiti per mille miliardi. L’Italia tra i grandi Paesi è quello dove la ricchezza è cresciuta meno negli ultimi anni. Infatti alla fine del 2021 la ricchezza netta delle famiglie italiane, sommando le attività reali (abitazioni terreni ecc. ecc.) e finanziarie (depositi, titoli, azioni ecc. ecc.) era pari a 10.422 miliardi (176 mila euro pro capite).
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Giochi, tutte le operazioni della Guardia di Finanza raccontate da Pedrizzi

I risultati raggiunti nel corso degli anni dalle Fiamme Gialle nella lotta contro l’illegalità, dimostrano perché questo corpo debba essere apprezzato. Ma non solo.

Bastano solo alcuni dati per comprendere quale sia stato nel corso dello scorso anno l’impegno e quanti risultati brillanti abbia conseguito la Guardia di Finanza nell’ambito del settore del gioco con 3.052 interventi, 840 violazioni riscontrate, 5.988 soggetti verbalizzati di cui 310 denunciati con sequestri di 257 apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento, 84 apparecchi terminali (84 Totem, 283 punti clandestini di raccolta scommesse). Ed 410.610 euro di somme di denaro sequestrate.

Sono state poi accertate imposte per 11 milioni di euro e 563.531.188 di imponibile Unica. In particolare per contrastare le infiltrazioni nel settore del gioco pubblico della criminalità, che vedono in questo un settore altamente remunerativo in grado di garantire, da un lato, il controllo del territorio e, dall’altro, un elevato potere economico, anche attraverso il riciclaggio dei proventi delle attività illecite “tradizionali” (estorsioni, usura, traffico di sostanze stupefacenti, contrabbando di sigarette, ecc.).

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Il Sud affonda e la politica sta a guardare

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Il rapporto Svimez (l’Istituto che da decenni ogni anno fotografa la situazione del nostro Mezzogiorno ed al quale la stampa riserva di solito qualche articolo solo per qualche giorno), questa estate con una frase ad effetto “Il Sud fa peggio della Grecia” è riuscita ad ottenere le prime pagine dei quotidiani e più attenzione dei mezzi di informazione solo perché lo scrittore Roberto Saviano, con una lettera aperta a Renzi ha chiesto se e chi farà qualcosa per questa parte del Paese in cui «il lavoro è come nel 1977, le nascite come nel 1860. L’aumento esponenziale dell’immigrazione coinvolge sopratutto i giovani più brillanti».

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