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Vacanze italiane, occasione per l’economia. La Merkel resti a casa…

“Il ricordo di questa mia visita non mi abbandonerà fin tanto che vivrò”, era la frase che la Principessa Anna rivolse ai giornalisti prima di congedarsi dall’Italia nel finale del film “Vacanze romane” con Gregory Peck e Audrey Hepburn. Un film che qualcuno al governo, prima di imbarcarsi in grandi battaglie diplomatiche contro i Paesi che limitano l’affluenza degli italiani sulle loro località turistiche, a causa del coronavirus, farebbe bene a rivedere.

“Vacanze italiane” dovrebbe essere il titolo non solo del programma del governo, ma anche di tutto il sistema Italia da qui a settembre, altro che proteste contro la Grecia. Mai come adesso l’obiettivo di un paese in crisi come il nostro dovrebbe essere quello di trattenere gli italiani qui da noi e di attrarre quanti più turisti possibile dall’estero, per provare a risollevare un settore e un’economia in ginocchio.

Angela Merkel ci fa sapere che, contrariamente al passato, quest’anno non farà le sue vacanze in Italia, e noi ce ne facciamo una ragione. Se in politica le parole, i gesti, gli esempi hanno sempre un valore, questa dichiarazione fatta “urbi et orbi” dimostra solo, e ancora una volta, lo scarsa solidarietà che ci viene data dai nostri partner europei in questo momento di nostra grande difficoltà. E soprattutto quanto vale e quanto contiamo nel concerto europeo ed internazionale.
E’ pur vero che di questo “ostracismo” nei confronti dei presunti “untori” italiani si potrà fare di necessità virtù: autarchia turistica e accoglienza nella massima sicurezza possibile, unita a una buona comunicazione, potrebbero fare da volano al settore turistico nazionale, con un’adeguata propaganda e precisi messaggi innanzi tutto rivolti alla comunità nazionale.

Leggiamo dai giornali che il nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, si sarebbe lamentato con il governo greco per le limitazioni imposte agli italiani nell’accesso in quel Paese, a fronte dell’emergenza coronavirus. Poi con l’Austria, quindi con la Germania… Ma di cosa, esattamente? Per quanto riguardo la Grecia del fatto che gli italiani, invece che aiutare la nostra economia, in ginocchio per il coronavirus, non potranno portare soldi ai greci per “sostenere” il loro comparto turistico in ginocchio? Ma vi sembra un comportamento normale che un ministro degli Esteri protesti con la Grecia perché chiude le frontiere ai turisti italiani, mentre tutto il nostro settore turistico, alberghiero e della ristorazione sta morendo?

La Merkel invita i tedeschi a non prenotare vacanze in Italia e Di Maio, invece di chiedere ai nostri concittadini di restare nel Paese più bello del mondo questa estate, si lamenta con il suo omologo greco. Maaa....Sia chiaro, nessuno ha nulla contro la meravigliosa Grecia, anzi. E neanche contro la Germania, di cui ci interessano, invece, i soldi dei turisti, che potrebbero arrivare in Italia. E’ in gioco la sopravvivenza di migliaia di imprese del settore, la priorità per tutti noi deve perciò essere quella di far spendere quei pochi soldi di cui gli italiani ancora dispongono nei meravigliosi confini nazionali, aspettando anche quelli che ci porteranno i turisti di quei paesi che ancora tengono chiusi i loro confini con noi. Senza protestare ed indignarsi invece con i governi esteri per spedire i nostri turisti da loro, risollevando altri da una crisi che attanaglia anche noi. Un suicidio.

Riccardo Pedrizzi

 

RASSEGNA STAMPA

Il Tempo - Vacanze italiane, occasione per la nostra economia