pag [ 1 - 2 ]

 

La scuola LA VITA - LA FAMIGLIA - LA SCUOLA

Riccardo Pedrizzi è stato r
esponsabile nazionale del partito per le politiche della famiglia e presidente nazionale della consulta cattolica di AN per i problemi etico-religiosi si è impegnato in particolare sui temi dell salvaguardia della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, della difesa e della valorizzazione del ruolo della famiglia quale cellula fondante della società e della tutela del diritto naturale dei genitori di poter scegliere quale tipo di educazione dare ai propri figli partecipando a convegni e tenendo conferenze su tutto il territorio nazionale.

L'incontro con  Papa Giovanni
Pedrizzi e il Papa
Riccardo Pedrizzi incontra il PAPA Karol Wojtyla  



La vita LA VITA

Torna su inizio pagina

  Ha presentato un ddl sottoscritto da decine di senatori di quasi tutti gli schieramenti politici, per introdurre norme per la tutela dell'embrione e la dignità della procreazione assistita, fissando paletti precisi a difesa della vita, della famiglia e della dignità della persona umana, impedendo ogni spreco di embrioni, vietando la fecondazione eterologa e permettendo quella omologa solo all'interno di una coppia di coniugi.
  Sulla stessa materia e con gli stessi obiettivi ha condotto con numerosi interventi in commissione ed in aula una battaglia in Parlamento sulla legge prima approvata alla Camera e poi arenatasi al Senato.
  Ha presentato una mozione in materia di aborto per impegnare il governo "a sottoporre a rigorosa verifica le modalità di esercizio da parte dei soggetti interessati (medici e consultori) della fase della dissuasione all'aborto, di cui all'art. 4 della legge 194; ad adottare i provvedimenti necessari di ordine amministrativo perchè la dissuasione non si riduca a generiche esortazioni, ma si traduca nella concreta indicazione delle alternative all'aborto, con particolare riguardo alla rimozione delle difficoltà della gestante; a dare spazio, all'interno delle strutture che intervengono nell'iter dell'aborto legale, al volontariato impegnato nella difesa della vita del nascituro, eliminando ogni ostacolo a che gli operatori dei Centri di aiuto alla vita, nel rispetto della riservatezza della gestante, svolgano la loro opera di aiuto alle donne".
  Ha poi predisposto un ddl per riconoscere ai farmacisti il diritto all'obiezione di coscienza in materia di vendita della pillola del giorno dopo.
  Pedrizzi spiega di aver preso tale iniziativa "in nome della libertà perchè se non si può conculcare la libertà della donna di assumere il prodotto (sempre che ella ne sia correttamente informata sulla natura e sugli effetti), allo stesso modo non si può conculcare la libertà del farmacista di non venderlo per i principi in cui crede o anche solo perchè nutre un dubbio che il farmaco sia abortivo".
  Si è infine battuto in Parlamento contro ogni ipotesi di legalizzazione dell'eutanasia ("perchè la vita è un bene indispensabile e intangibile") e della clonazione umana riproduttiva ("perchè l'uomo è un essere unico e irripetibile") presentando una mozione che è stata approvata dal Senato della Repubblica.


La famiglia LA FAMIGLIA
                                                      Torna su inizio pagina

  Si è impegnato in Parlamento e con una serie di interventi sulla stampa nazionale pressochè quotidianamente perchè venga rispettata la Costituzione Italiana, la quale prevede che la famiglia intesa come "società naturale fondata sul matrimonio venga posta al centro delle politiche sociali, economiche e fiscali.
    Si è inoltre battuto in Parlamento contro ogni ipotesi di legalizzazione della droga ("che sarebbe la resa connivente dello Stato alla cultura e al mercato della morte") e ha proposto una politica nuova in materia di lotta alle tossicodipendenze, che punti, oltre che sull'aspetto fondamentale della proibizione ("perchè ciò che non è proibito diventa moralmente lecito"), anche su quello della prevenzione e del recupero.
  Per quanto riguarda la prevenzione, Pedrizzi è dell'avviso che serva "una grande battaglia culturale tesa a delegittimare l'uso della droga presentandolo come un grave disvalore, e a recuperare le ragioni per cui vale veramente la pena di vivere".
  Per quanto concerne, invece, il recupero, il senatore ritiene che "il primo comandamento" debba essere quello di "attuare una politica di sostegno concreto e fattivo alle comunità terapeutiche che, sole, in tutti questi anni, nella più totale latitanza dello Stato, si sono fatte carico con straordinario spirito di dedizione e di altruismo di restituire alla vita chi, dalla vita, era drammaticamente in fuga.
  In queste realtà, -sottolinea Pedrizzi- a migliaia sono usciti dal tunnel della droga, reinserendosi pienamente nella società e nel mondo del lavoro. Ed è a questo modello, dimostratosi vincente, che lo Stato deve tendere la mano, promovendone la diffusione e favorendone l'iniziativa".


                                                         Torna su inizio pagina
pag [ 1 - 2 ]

Riccardo Pedrizzi Senatore
Piazza Roma 4, Scala C - Latina
Tel.: 0773/480553    Fax: 0773/412412
cf 02156020592


Stampa questa pagina

Sito web realizzato da Euro-Byte Srl