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Lettera aperta al Presidente dell'Associazione bancaria - Le banche al servizio dell'economia nazionale

Illustre Presidente, Caro Antonio,

innanzitutto complimenti per la tua recente intervista apparsa su “Il Sole 24 Ore”, nella quale individui bene il ruolo che dovranno avere le banche italiane “per sostenere le imprese e le famiglie (io aggiungo anche i professionisti e le partite IVA) sia nella fase emergenziale sia in vista della ripresa”.

Analoga tesi, come certamente avrai letto sul “Financial Times”, l'ha sostenuta Mario Draghi.
Si tratta dunque di due “segnali” molto importanti per l'intera economia nazionale, che arrivano, peraltro, in un particolare momento, che vede gli istituti di credito impegnati nel rinnovo annuale degli affidamenti.

Ora tu sai meglio di me che queste verifiche amministrative periodiche, avverranno sulle scorta dei bilanci dell'esercizio 2020, per cui oltre la metà delle PMI rischieranno di vedersi abbassare di uno, due e forse tre classi il proprio merito creditizio, così come la maggioranza dei professionisti e delle partite IVA. Questa previsione ci viene confermata dalle ricerche e dalle rilevazioni che molti istituti specializzati hanno recentemente effettuato.

Le banche, dunque, si troveranno in occasione dei prossimi rinnovi degli affidamenti a dover valutare il “merito creditizio” sulla scorta dei bilanci del 2020, che hanno registrato un sensibile, se non totale, calo del fatturato.

Ora, perché la crisi si è abbattuta proprio quando la nostra economia iniziava dal 2015 ad uscire dalla crisi precedente e cominciava a guadagnare buone posizioni, i singoli operatori e le famiglie che hanno resistito e che si prevede possano, a pandemia terminata o, quantomeno, attenuata,riprendere regolarmente la propria attività, non solo hanno diritto ad essere sostenute in questa congiuntura negativa, ma addirittura dovrebbero essere premiate per la loro ammirevole capacità di “resistenza”, o, come si usa dire oggi, per la loro “resilienza”.

Ed allora è evidente che sarà necessario prendere in considerazione i bilanci del 2019 e non l'ultimo esercizio del 2020, fortemente condizionato dal Coronavirus del cui “shock – come giustamente sottolinea Mario Draghi - il settore privato non è responsabile e non può assorbire”.

Pertanto spero proprio che il sistema bancario italiano sappia presentarsi all’appuntamento dei prossimi rinnovi di affidamento con questa capacità di discernimento e con la disponibilità di voler dimostrare che è in grado di passare dalle parole ai fatti e di svolgere quel ruolo di sostegno all'economia nazionale auspicato sia da Mario Draghi che da te stesso.

Sicuro della tua convinta condivisione di quanto sostengo, ti invio tanti cordiali saluti.

 


Riccardo Pedrizzi
www.riccardopedrizzi.it
Presidente del Comitato Nazionale Tecnico Scientifico dell'UCID