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Il neopresidente di Unindustria Lazio, Angelo Camilli, scrive all’Ucid: “Lavoriamo insieme per rilanciare l’economia della regione” Pedrizzi: “Sintonia su priorità infrastrutturali ed economiche”lo

Comunicato stampa 8 Ottobre 2020

Il neopresidente di Unindustria Lazio, Angelo Camilli eletto dall'assemblea degli industriali laziali, dopo la designazione dello scorso luglio, ha ringraziato il presidente dell’Ucid Lazio, Riccardo Pedrizzi, per gli auguri e l’offerta di collaborazione arrivatagli dall’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti.

“Caro Presidente Pedrizzi, La ringrazio per il messaggio di congratulazioni per la mia elezione. Ci aspettano mesi difficili, ma con la mia Squadra e tutta la struttura di Unindustria saremo in prima linea nelle sfide che attendono la nostra Capitale e la nostra Regione. Sono certo che, insieme, riusciremo a dare il meglio per rilanciare la nostra economia, nell’interesse dei cittadini e delle nostre imprese”, ha scritto Camilli.

Il presidente dell’Ucid Lazio, Riccardo Pedrizzi, sottolinea “la piena sintonia sulla necessità di puntare sui fondi del fondo Fesr (6 miliardi) e quelli che dovrebbero arrivare (3 mld) del Mes e del Recovery Found, ma anche su altre opere infastrutturali prioritarie: in primis l'Autostrada Roma-Latina ed il collegamento Orte-Civitavecchia; sul fronte del turismo e dell’economia del mare col rilancio dei porti di Gaeta, Civitavecchia e Fiumicino ed, ancora, sui settori dell'aereospazio e del farmaceutico che dovrebbero essere dei veri e propri distretti industriali”.

Nella sua missiva immediatamente successiva alla designazione di Camilli, Pedrizzi aveva rivolto l’auspicio che con la nuova presidenza “la più grande organizzazione degli imprenditori italiani saprà rappresentare, esaltando il rispettivo ruolo, le grandi, le piccole e le medie imprese della nostra regione.

“L’Ucid, l'associazione che riunisce gli imprenditori e i dirigenti cattolici, intende perseguire l'obiettivo di allacciare e stringere solidi e costruttivi rapporti con le associazioni imprenditoriali di categoria maggiormente rappresentative sul nostro territorio. Il contributo che ritengo possa offrire l'Ucid all'attività dell'associazione da Lei presieduta, che in termini di credibilità e di capacità di incidere sulle scelte del territorio è da sempre un riferimento per il mondo produttivo laziale, è strettamente legato alla nostra visione etica dell'economia e dello sviluppo. Oggi – aveva proseguito Pedrizzi nella sua missiva a Camilli - alla luce della crisi, che ci ha investito, la riscoperta dell’etica nella finanza e di una finanza etica rappresenta una proposta attuale.

“Mai come oggi c'è la necessità di creare un circuito virtuoso per un progetto di sviluppo che si sposi con un'economia fondata su solide basi industriali, eticamente sostenibile, che generi benessere vero, costruita intorno alle persone e che viva di produzione reale. Alla luce di queste considerazioni, su cui spero di potermi confrontare al più presto personalmente con Lei, mi auguro che l'Ucid – aveva concluso il senatore Pedrizzi, presidente del gruppo Lazio - possa continuare ed incrementare con la sua associazione un rapporto di reciproca e fruttuosa collaborazione”.

La Segreteria

RASSEGNA STAMPA

Latina Oggi - Infrastrutture e imprese - Asse Unindustria - UCID

Consul Press - Unindustria e UCID: insieme per rilanciare l'economia del Lazio

Osservatore Politico Internazionale - Il neopresidente di Unindustria Lazio, Angelo Camilli, scrive all'UCID: "lavoriamo insieme per rilanciare l'economia della Regione". Pedrizzi: "sintonia su priorità infrastrutturali ed economiche"

 

 

Audizione di Federproprietà al Senato. Pedrizzi: "Il crimine investe sui crediti deteriorati, bene le proposte di legge in discussione"

Comunicato stampa 22 luglio 2020

Si è svolta, in Commissione Finanze e Tesoro del Senato, l'audizione di Federproprietà, con la relazione del vicepresidente, senatore Riccardo Pedrizzi, chiamato a fornire un parere sui tre disegni (A.S. 79, A.S.788, A.S. 1287) che riguardano le modalità di estinzione agevolata di debiti che imprese e persone fisiche hanno nei confronti delle banche e degli intermediari finanziari.

Secondo Federproprietà ed il Coordinamento unitario dei proprietari immobiliari (Federproprietà-Uppi-Confappi-Movimento in difesa della casa), tra il 2007 ed il 2015 i crediti deteriorati presenti nei portafogli delle banche italiane sono cresciuti a dismisura raggiungendo i 360 miliardi. Tale aumento è stato causato da due successive recessioni: la prima determinata dalla crisi finanziaria globale la seconda dalla crisi del debito sovrano.

In base agli ultimi dati disponibili i crediti deteriorati (NPL) lordi ammontavano a 163 miliardi: il fenomeno riguarda oltre 2,2 milioni di famiglie ed imprese e si è passati cioè dal picco del 2016 quando rappresentavano il 16,5% sul totale dei finanziamenti al 7,4%. In pratica - ha spiegato Pedrizzi, responsabile del settore Tesoro e Finanza di Federproprietà - "il sistema bancario italiano ha dimezzato il peso di questi crediti".

"Ora però sicuramente tali cifre verranno ulteriormente incrementate in conseguenza della crisi devastante determinata nell’economia reale  del nostro paese dall'epidemia del coronavirus, in quanto già si è rilevata da qualche mese una preoccupante inversione di tendenza".

Da qui l'allarme criminalità."Gli NPL rappresentano oggi un boccone appetibile per la criminalità organizzata, come hanno rilevato le forze dell'ordine e il Servizio analisi criminale, che ha ha previsto, dopo i primi segnali sospetti di infiltrazioni mafiose nell'economia disastrata dall'emergenza covid-19, che le operazioni sugli NPL sono in forte crescita ed è presumibile “che le organizzazioni criminali possano inserirsi nel mercato dei crediti deteriorati”.

Attualmente la malavita sta ricorrendo a prestanomi e società di copertura, realizza infiltrazioni nel settore del servicing, acquista i crediti NPL attraverso società di recupero crediti che possono agire senza essere soggetti alla stringente disciplina stabilita dal TUB per gli intermediari finanziari”, investe “nell'acquisto di obbligazioni denominate Abs (asset-backed security) emesse dalle società veicolo costituite da banche e intermediari finanziari per la cartolarizzazione degli NPL.

Alla luce di queste problematiche, Riccardo Pedrizzi, a nome di Federproprietà e del Coordinamento, ha suggerito alla Commissione di chiamare in audizione i vertici di Pubblica Sicurezza.

Sul piano legislativo, invece, Federproprietà, presieduta da Massimo Anderson, anche a nome del Coordinamento, suggerisce ai singoli proponenti delle proposte di legge "di non introdurre elementi di disparità di trattamento che possano favorire taluni debitori a discapito di altri e che si eviti di creare aspettative di eventuali sanatorie, incentivando o ampliando messaggi che suggeriscano ed incentivino l'inadempimento dei debiti".

clicca qui per visualizzare la relazione tenuta dal Senatore Pedrizzi

RASSEGNA STAMPA

Secolo d'Italia - Federproprietà al Senato. Pedrizzi: “Il crimine investe sui crediti deteriorati, bene le proposte di legge”

Quotidiano di Sicilia - Federproprietà. "Criminalità investe sui crediti deteriorati"

Osservatorio Politico Internazionale - Audizione di Federproprietà al Senato. Pedrizzi: "Il crimine investe sui crediti deteriorati, bene le proposte di legge in discussione"

Cybernaua - Allarme criminalità, audizione di Federpoprietà al Senato

Consul Press - Audizione di Federproprietà al Senato della Repubblica

Quotidiano del Condominio - Federproprietà: "La criminalità organizzata investe sui crediti deteriorati"

 

 

 

Quella storia è carne e vita della nostra città - Riccardo Pedrizzi (pubblicato su "Latina Editoriale Oggi")

Comunicato stampa - L’Ucid: “Ripartire da tre priorità: no al primato della tecnoscienza, più solidarietà europea, centralità dell'uomo, del lavoro e della produzione”

Comunicato stampa

L’Ucid: “Ripartire da tre priorità: no al primato della tecnoscienza,

più solidarietà europea, centralità dell'uomo, del lavoro e della produzione”

Le tesi del Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (Ucid)

su come rilanciare i settori sociali, politici ed economici dopo la crisi del coronavirus

Il Cts dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, presieduto da Riccardo Pedrizzi, in una lettera aperta al premier Conte, in relazione all'annuncio di convocazione degli “Stati generali dell'economia” e con l'auspicio di poter partecipare all'incontro con una propria rappresentanza, ha analizzato debolezze e possibilità di rilancio dei vari settori della vita pubblica, in un’ottica solidaristica, cattolica e riformista, dopo la crisi del coronavirus.

Il riferimento di fondo delle tesi resta la dottrina sociale della Chiesa. Non casuale nel documento firmato dal CTS dell’Ucid, è la “profezia” di Benedetto XVI contenuta nell’Enciclicla “Caritas in Veritate” sul supporto fondamentale della Fede nel “riprogettare il cammino, a darci nuove regole e trovare nuove forme di impegno, per puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative”.

“La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente”, è il richiamo che l’organismo presieduto da Pedrizzi fa all’attuale necessità di rimboccarsi le maniche.

Con nuove consapevolezze, però, come quella della non onnipotenza della tecnocrazia e della tecnoscienza, sulla necessità di bloccare la loro supremazia sulla vita e sulla coscienza dell'uomo, come ci ha svelato, con la crisi della pandemia da coronavirus, che ha evidenziato tutti limiti sociali, politici, economici e sociali di un approccio esclusivamente “scientista” ai problemi del mondo”.

C’è poi il tema politico dell’Europa, dei limiti che ha mostrato, nella forma e nella sostanza. Anche qui l’Ucid richiama le parole rivolte da Papa Francesco all’Europa, che pesano, che rendono, senza mezzi termini e senza possibili equivoci, con grande chiarezza e anche con una forte determinazione la dimensione della posta in gioco: “L’Unione Europea ha davanti a sé una sfida epocale, dalla quale dipenderà non solo il suo futuro, ma quello del mondo intero”.

Infine, l’economia. La strada che indicano gli imprenditori cattolici è quella di lavorare per un “mercato libero perché praticato in regime di concorrenza, ma vincolato nella qualità delle prestazioni e garantito nell'accessibilità ai servizi”. Un mercato in cui la concorrenza è leale e reale e l’apparato delle Pmi italiane sia messo in condizione di competere con l’estero, contro il dumping mondiale e per arginare il gap tra le diverse condizioni burocratiche e fiscali di altri Paesi. Nel segno del made in Italy ma anche dell’etica del lavoro e della valorizzazione dell’uomo, del lavoro e della produzione.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL DOCUMENTO INTEGRALE DELL’UCID SULLA “RIPARTENZA”

 

RASSEGNA STAMPA

Secolo d’Italia – Stop allo strapotere della tecno-scienza, ripartire? Servono altri approcci: l’Ucid scrive a Conte

Consull Press - UCID: riaffermare "Tre Priorità Vitali" secondo l'Enciclica di Benedetto XVI

Vaticannews - Stati generali dell'economia, l'UCID: necessaria una maggiore solidarietà europea

 

Qualcosa non va - I cattolici scendano in campo! (pubblicato su "Il Settimanale di Padre Pio")

 

 

COMUNICATO STAMPA - “Libertà di culto anche nell’impresa” la posizione del Comitato Tecnico Scientifico degli imprenditori cattolici

Il Presidente nazionale del CTS dell’UCID, Riccardo Pedrizzi: “siano consentite le celebrazioni anche nelle aziende con protocolli di sicurezza”

ROMA  - “Apprendiamo a seguito delle ultime comunicazioni ufficiali del Governo italiano che nonostante siano venuti e verranno meno nelle prossime settimane molti dei divieti relativi all’emergenza epidemiologica, la libertà di culto non sia stata ancora pienamente riconosciuta e ripristinata anche nella sua irrinunciabile e costitutiva dimensione pubblica.

Non esiste un cristianesimo “privato”, esso stesso ha rilevanza e dimensione nello spazio pubblico e non spetta né alle autorità politiche, né ai virologi, né agli scienziati stabilire come e dove i cristiani possano manifestare la propria fede e la propria religiosità, così come non può esistere un cattolicesimo con una comunione soltanto “spirituale” e non anche sacramentale e comunitaria il quale si ridurrebbe ad una forma di gnosticismo come giustamente affermato dal Santo Padre nell’omelia di Santa Marta di venerdì 17 aprile 2020.

Si fa fatica a comprendere perché molte altre attività siano state già autorizzate mentre le celebrazioni liturgiche restino soggette ai divieti, per questa ragione come Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID) rappresentativa degli imprenditori e dei dirigenti d’azienda cattolici, ci uniamo ai nostri Vescovi nel chiedere il pieno ripristino del diritto naturale ed universale alla libertà religiosa, attraverso l’adozione di opportuni protocolli di sicurezza.

Il mantenimento delle limitazioni verso tale diritto di libertà ormai oltre ogni giustificazione costituisce un vulnus intollerabile, non possiamo non ricordare che limitazioni del genere non sono state adottate nemmeno nei regimi più autoritari dove non esistono le altre libertà.

Come imprenditori e dirigenti d’azienda cristiani, chiediamo anche la libertà di poter tornare a celebrare Messa all’interno delle nostre aziende, perché la fede è la linfa vitale non soltanto dell’assistenza sociale volontaria ma anche di imprenditori, dirigenti, quadri e lavoratori chiamati a rimettersi in moto per sollevare il Paese dalle macerie non solo materiali ma anche spirituali lasciate dal Covid19.”

Lo dichiara Riccardo Pedrizzi, Presidente nazionale del CTS dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti).

RASSEGNA STAMPA

Il Secolo d'Italia - Pedrizzi (Ucid): “Libertà di culto anche nell’impresa”

Agorà - “Libertà di culto anche nell’impresa” la posizione del Comitato Tecnico Scientifico degli imprenditori cattolici

Zoom - Riccardo Pedrizzi,Presidente UCID: “siano consentite le celebrazioni anche nelle aziende ”

Fatto a Latina - Pedrizzi:la libertà di culto “dimenticata” un grave strappo

Osservatorio Politico nternazionale - Libertà di culto anche nell'Impresa"...

Consul Press - La posizione dell’ UCID per la “Libertà di Culto” anche in Azienda

 

 

 

Demografia, in Italia è inverno. Al Sud è già deserto (pubblicato su "Il Settimanale di Padre Pio")

 

 

Meglio Robespierre che i moderati - un’Intervista ad Augusto Del Noce a cura di Riccardo Pedrizzi (pubblicato su "Il Settimanale di Padre Pio")

 

 

 

Perché Papa Ratzinger è così amato. Il commento di Pedrizzi (pubblicato su "Formiche.net")

Dall'Europa alle radici cristiane, fino alla critica della tecnologia, il popolo di Dio continua a guardare con amore e speranza a Joseph Ratzinger

La marea di auguri che ha inondato i social per il compleanno del Papa emerito Benedetto, che compiva 93 anni (è nato il 16 Aprile 1927 a Markti) deve far pensare, meglio deve far riflettere.
Come mai tanta dimostrazione di affetto e come mai in un genetliaco qualsiasi, non solenne ed importante, come possono essere quelli degli 80, dei 90 né dei 100 anni per un pontefice, che in fondo non è stato mai tanto popolare tra la gente comune, né riscuoteva troppe simpatie tra i cattolici cosiddetti tiepidi e superficiali.

Per non parlare del mondo laicista ed anti cattolico. C’è veramente, dunque, da riflettere, ponendosi delle domande: perché queste manifestazioni pubbliche di affetto mai riscontrate nel passato? Sicuramente perché oggi più che mai si sente il bisogno, i cattolici sentono il bisogno, di punti di riferimento, di ancoraggi spirituali e culturali, insomma di un pensiero “forte” su certi temi e su certi problemi che drammaticamente sono sul tappeto. Mi limito solamente ad alcuni di questi che Papa Benedetto aveva affrontato nelle sue lettere encicliche – ed in particolare nella sua insuperabile Caritas in veritate e che avevano caratterizzato il magistero di tutto il suo pontificato.

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MES e PD Un'analisi culturale della genesi delle attuali posizioni della Sinistra italiana (pubblicato su Tempo Finanziario)

La difesa ad oltranza del MES (Meccanismo europeo di stabilità) da parte del PD, nonostante il suo alleato di governo,  i 5 stelle, continui a manifestare – più a parole che con i fatti – la propria contrarietà, ma sopratutto il malcelato entusiasmo filoeuropeo e le proprie soddisfazioni ad aver portato  casa qualche finanziamento europeo sono la conferma, l'ennesima prova, della deriva di questo partito verso un'economia finanziarizzata, che iniziò con la fine del socialismo reale nel 1989.

Questa posizione "strabica" della sinistra italiana possiamo farla coincidere grosso modo con la formazione del governo Dini nel 1995, un governo cosiddetto tecnico, sostenuto dal PDS, dal partito Popolare di Mattarella, Andreatta, Rosi Bindi e della Lega, ma che però veniva la lontano, da tanto lontano, e che perseguiva una strategia di lungo, lunghissimo termine di conquista del potere concepita fin dall'immediato dopoguerra.

Ma perché e come si è potuto arrivare a tanto partendo da una ideologia che aveva fatto della centralità del lavoro e della produzione,sopratutto quella di tipo fordiano (fabbriche ad alta densità di addetti) i propri capisaldi dottrinari e programmatici?

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Giovanni Paolo II e Navarro Valls in difesa della vita (pubblicato su "Il Settimanale di Padre Pio")

Giovanni Paolo II e Navarro Valls in difesa della vita
dal Numero 9 del 1 marzo 2020 del Settimanale di Padre Pio
di Riccardo Pedrizzi

Attraverso le pagine del libro di Paolo Arullani e alcuni aneddoti personali, il senatore Pedrizzi ricorda lo storico portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls, dietro cui riaffiora forte e umanissima la paterna figura di papa Wojtyla.

Il merito di Paolo Arullani è quello di aver “pensato” a questo libro, ma soprattutto di averlo scritto in modo che sembri che Joaquin Navarro Valls continui a parlarci, a riproporci le sue riflessioni, a darci ancora delle indicazioni, recuperando e riportandoci pensieri e parole di quello che è stato – secondo chi scrive – il più grande Papa del nostro tempo: san Giovanni Paolo II.

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Ci vorrebbe Augusto Del Noce (pubblicato su "Il Settimanale di Padre Pio")

Ci vorrebbe Augusto Del Noce
dal Numero 5 del 2 febbraio 2020 del Settimanale di Padre Pio
di Riccardo Pedrizzi

A 30 anni dalla sua dipartita, ricordiamo il filosofo italiano Augusto Del Noce (1910-1989), mente acuta e profetica della cultura cattolica del Novecento, che col suo lavoro intellettuale remò sempre contro quella corrente di pensiero progressista sviluppatasi nella Torino del suo tempo.

In verità quelli che, dopo la sua morte avvenuta il 30 dicembre del 1989, hanno ricordato Augusto Del Noce, hanno sempre messo in evidenza un aspetto del suo carattere: essere stato ed andare “controcorrente”.

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L’Europa ha tempi lunghi. L’Italia non può aspettare. L’opinione di Pedrizzi (pubblicato su "Formiche.net")

Non possiamo aspettare il prossimo vertice europeo di fine aprile, bisogna porre mano subito anche a strade alternative come quella indicata da economisti, banchieri ed esponenti politici, secondo i quali si potrebbe finanziare la ricostruzione della nostra economia reale con un prestito “libero” e non forzoso. L'opinione di Riccardo Pedrizzi

La partita sui coronabond è ancora una volta rinviata, si va a dopo Pasqua quando si riuniranno i 27 capi di Stato dell’Unione europea. Eppure tutti invocano decisioni rapide, concrete e soprattutto immediatamente operative. Non bastano – si dice da più parti – né la liquidità della Bce né i finanziamenti previsti dal governo italiano, che a tutti gli operatori di qualsiasi settore merceologico appaiono insufficienti e difficili da ottenere e da restituire una volta erogati. In particolare quel che preoccupa sono la tempistica e gli adempimenti burocratici.

Tanto per fare qualche esempio:

1) Nel caso di garanzia al 90% l’importo del prestito ,sottoposto a valutazione delle banche che non si sa ancora quanto tempo impiegheranno nella istruttoria, non potrà superare il 25% del fatturato del 2019 oppure il doppio dell’importo annuo dei salari sempre del 2019.
2) I mini prestiti fino a 25 mila euro garantiti al 100% non potranno superare il 25% dei ricavi che dovranno superare perciò i 100 mila euro al di sotto dei quali scende il finanziamento.
3) La restituzione dei prestiti dovrà avvenire entro i 6 anni, perché “ce lo chiede l’Europa”.

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Pedrizzi (Ucid) ricorda Rebecchini: “Un baluardo nella difesa del diritto naturale” (pubblicato sul "Secolo d'Italia")

Riceviamo e pubblichiamo da Riccardo Pedrizzi (Presidente del CTS nazionale e del Gruppo regionale Lazio dell’UCID, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti

Con rammarico e con grande dolore apprendo della scomparsa dell’Ing. Gaetano Rebecchini, imprenditore, uomo politico e giornalista, ma soprattutto amico e persona di profonda cultura e di fede, che ha frequentato a lungo il Comitato Tecnico Scientifico dell’UCID e collaborato alle riviste “Intervento nella Società” e “Tradizione”. 

[fidanza ue limitazioni] Fidanza (FdI) difende il made in Italy: perché la Ue consente vergognose limitazioni?
[inps hacker] Hacker contro l’Inps? In un Paese normale sarebbero già saltate molte poltrone

Lo ricordo ancora con particolare nostalgia per il lavoro che insieme abbiamo svolto all’interno della Consulta etico-religiosa nazionale del partito nel quale abbiamo speso entrambi lunghi anni di militanza.

Alla cara Marilù, ai figli ed alla sua bella e grande famiglia vadano le mie condoglianze più affettuose.

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Caro Senatore e caro Riccardo
ti prego di estendere ancora un sentito ringraziamento a tutta la famiglia UCID per i tanti messaggi di cordoglio e affetto che sono giunti a noi familiari in seguito alla scomparsa di Gaetano, nella impossibilità di ringraziarle tutti personalmente. 
A te, un particolare ringraziamento anche  per la stima e la amicizia che hai sempre riconosciuto a papà nei tanti anni di vostra frequentazione.
Marilù e i miei fratelli si associano in questi ringraziamenti.
Un cordiale saluto.


Salvatore Rebecchini

 

Vi spiego perché i successi napoletani sul coronavirus non sono casuali (pubblicato su "Formiche.net")


L'eccellenza medica al sud nasce con i Borbone. Il commento del senatore Riccardo Pedrizzi

Molti amici mi hanno chiamato per esprimermi la loro sorpresa nell’apprendere che all’ospedale Cotugno sarebbe stato trovato un farmaco utile nel contrasto al coronavirus, il Tocilizumab, utilizzato per la prima volta in Italia dal professor Paolo Ascierto, direttore dell’unità di immunologia clinica dell’Istituto “Pascale” e dai colleghi dell’ospedale Cotugno di Napoli nella cura della polmonite indotta dal Coronavirus. Una “scoperta” che potrebbe scrivere la storia nella lotta dei ricercatori mondiali contro questa terribile epidemia. Una “scoperta” targata Napoli.

Ed è su questo che molti amici si sono mostrati sorpresi. Perché?

A Napoli?, mi hanno chiesto. Proprio a Napoli. Per me invece, meridionale, che ha qualche nozione di storia, è, tutto sommato, se non scontato, almeno non sorprendente. Ed a questi amici ho fatto notare quanto ho scritto nel mio ultimo libro, Il Salvadanaio, manuale di sopravvivenza economica nel quale mi occupo di crisi finanziarie e bancarie attuali, ma anche di buona economia e di storia dell’economia, ripercorrendo le tante eccellenze che il Sud vantava fin da prima dell’Unità d’Italia. Nella sanità, ma non solo.

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Pedrizzi: “Il silenzio della Von der Leyen sul coronavirus è incredibile” (pubblicato sul "Secolo d'Italia")

“A parte le sciocchezze che stanno circolando in questi giorni sull’epidemia del Corona virus, non so se qualcuno si sia accorto e reso conto che in tutta questa tragedia dell’epidemia che ci ha colpito non una parola viene da Bruxelles? La presidente della commissione Von der Leyen non parla da giorni. E non propone nessun provvedimento di rilancio dell’economia europea che attraversa la più grande crisi del nostro tempo”. L’attacco pesantissimo ai silenzi e l’ostilità della Ue arriva da Riccardo Pedrizzi, ex senatore e presidente della Commissione Finanze della Senato.

Pedrizzi, nei giorni scorsi si era espresso sull’allarme demografico lanciato dall’Istat e dal Colle. Oggi torna sulla polemica con la Ue, che resta immobile, inerte, di fronte all’emergenza del coronavirus.

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Francesi ancora all'attacco del Bel Paese di Riccardo Pedrizzi (pubblicato sulla rivista "Federproprietà")

 

 

 

Navarro Valls e Giovanni Paolo II in difesa della vita. Articolo di Riccardo PedrizzI (pubblicato su "Osservatore Internazionale Van Thuan")

Joaquin Navarro Valls dette un apporto determinante come rappresentante della Santa Sede alla Conferenza delle Nazioni Unite al Cairo nel 1994, a Copenaghen, a Pechino (1995) ed a Istambul (1996) per tentare di raddrizzare la deriva antinatalista ed abortista.

E’ alla Conferenza del Cairo che ebbi continui contatti con Navarro, che lo conobbi bene, tanto che mi aiutò a far assumere alla delegazione italiana, guidata dal Ministro della famiglia, Antonio Guidi, praticamente, le stesse posizioni della Santa Sede. Mi piace ricordare che nella delegazione italiana c’era anche l’attuale Presidente del Senato Elisabetta Casellati.

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Pio XI: non solo i Patti Lateranensi (pubblicato su "Radici Cristiane")

E' passato sotto silenzio l'ottantesimo anniversario della morte di Papa Pio XI, avvenuta alle ore 5,31 del 10 febbraio 1939, un giorno prima, cioè della celebrazione del decennale della Conciliazione tra lo stato italiano e la Chiesa, quando il Pontefice aveva ormai raggiunto gli ottantadue anni.

Eppure mai pontefice fu cosi determinante, per la pace religiosa del nostro popolo come Achille Ratti, che volle fortemente fin dalla sua elezione al soglio pontificio, che seppe chiudere, insieme al capo del governo dell'epoca, Benito Mussolini, la lunga vertenza della “Questione Romana” apertasi con la nascita dello Stato unitario italiano.

Ma è forse proprio perché Pio XI ancor oggi viene ricordato da tutti come il Papa dei Patti Lateranensi e del Concordato, che “riportò Dio all'Italia e l'Italia a Dio”, che sia al di qua che al di là del Tevere di celebrazioni e di commemorazioni per l'anniversario non si è avuta notizia.

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COMUNICATO STAMPA - Famiglia e denatalità, Pedrizzi: “Mattarella ha centrato il punto, l'inverno demografico mette a rischio l'Italia”

«Il monito del presidente Mattarella sull'allarme demografico lanciato ieri dall'Istat evidenzia uno dei temi basilari che la classe dirigente di questo Paese non può ignorare: la denatalità, l'inverno demografico, un problema che riguarda l'esistenza stessa del nostro Paese, come dice Mattarella. Le famiglie sono il tessuto connettivo dell'Italia, non solo dal punto di vista sociale, ma anche economico. E i dati lo dimostrano», dichiara Riccardo Pedrizzi, ex senatore e presidente della Commissione Finanze della Senato, oggi presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell'Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) e del gruppo Lazio.

«La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane è salita fino a quasi 4300 miliardi di euro. Una cifra enorme che fa del popolo italiano uno dei primi risparmiatori del mondo. Frutto di una visione della vita radicata in quei valori tradizionali che danno solidità e futuro alla società italiana. Una ricchezza enorme che va indirizzata alle politiche per la famiglia, alla quale servono misure urgenti ed energiche per incentivare la natalità e favorirne la funzione di traino e di collante anche attraverso adeguate politiche fiscali e legislative», prosegue Pedrizzi, che dedica a questi temi alcuni capitoli del libro “Il Salvadanaio: manuale di sopravvivenza economia” (Guida Editori).

Per discutere di questi temi, il 10 marzo, presso l’Istituto Sturzo a Roma, il Comitato Tecnico scientifico dell’Ucid ha organizzato da tempo un convegno sul tema “Popolazione e Sviluppo” che vedrà le relazioni proprio del Presidente dell’Istat prof. Giancarlo Blangiardo, di uno dei più grandi esperti di studi sulla famiglia prof. Pierpaolo Donati e del vescovo Paolo Selvadagi consulente ecclesiastico dell’Ucid Lazio.

RASSEGNA STAMPA

Secolo d'Italia - Pedrizzi: “Mattarella ha centrato il punto, l’inverno demografico mette a rischio l’Italia”

Formiche.net - Denatalità, l’inverno demografico mette a rischio l’Italia. L’opinione di Pedrizzi

Osservatorio Politico Internazionale – FAMIGLIA E DENATALITÀ, PEDRIZZI: “MATTARELLA HA CENTRATO IL PUNTO, L’INVERNO DEMOGRAFICO METTE A RISCHIO L’ITALIA”

Latina Editoriale Oggi – denatalità Pedrizzi (UCID): “Un pericolo per il Paese”

 

Augusto Del Noce intervistato dal Sen. Riccardo Pedrizzi: ………. "Meglio Robespierre che i moderati !" (pubblicato su "Consul Press")

Il mondo cattolico attraversa un particolare momento di confusione e non è in grado di respingere l’attacco che il laicismo sta portando all’avvenimento cristiano. Restano pertanto di estrema attualità le “profezie” di Augusto Del Noce del quale ricorre il trentennale della scomparsa. Per questo riteniamo opportuno riproporre questa intervista che Riccardo Pedrizzi fece al filosofo in occasione del Bicentenario della Rivoluzione francese:

Intervista ad Augusto Del Noce di Riccardo Pedrizzi : 
“Meglio Robespierre che i moderati”

Pensatore di altissimo livello, intellettuale tra i più acuti del nostro tempo, professore universitario emerito tra i più  stimati del mondo accademico, scrittore controcorrente, sui cui  testi si sono formate le ultime generazioni di cattolici non succubi di culture altrui, cristiano seriamente impegnato in quell’opera di inculturazione della fede, che invocò tanto Giovanni Paolo Il, soprattutto uomo libero da ogni vincolo di consorteria partitica, Augusto Del Noce, mi ricevette nella sua nuova casa di Roma, nella quale si era trasferito con le decine di migliaia di libri, che teneva distribuiti in ogni parte.


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Presentazione del libro: "Il Salvadanaio" a Gaeta 15/02/2020

Presentazione dell'ultimo libro del Sen. Riccardo Pedrizzi: "Il Salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica.", organizzato dall'UCID Sezione di Latina con il patrocinio: della città di Gaeta; l'Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Gerusalemme; l'Arcidiocesi di Gaeta; la CISL di Latina; che si terrà a Gaeta, presso la Sala Convegni del Museo Diocesano, sita in Piazza Cardinale Tommaso De Vio n.7 - 04024 Gateta, in data sabato 15 febbraio 2020 alle ore 17:30. 

All'evento parteciperanno S.E. Mons. Luigi Vari, Arcivescovo di Gaeta, il Dott. Cosmo Mitrano, Sindaco di Gaeta, l'Ing. Gennaro L. Nappo, Maestro generale dell'ordine Sovrano Militare del Tempio di Jerusalem, l'Avv. Salvatore Forte, Presidente Consorzio Sviluppo Industriale Sudpontino, il Dott. Paolo Di Cecca, Consiglio Direttivo di Unindustria Gruppo Giovani Imprenditori.

Introduce i lavori l'Ing. Francesco Berardi, Presidente dell'UCID di Latina.

Relazione dell'Avv. Roberto Cecere, Segretario Generale CISL di Latina.

Sarà presente il Sen. Riccardo Pedrizzi, autore del libro e Presidente dell'UCID Gruppo Lazio.
 

La Segreteria dell'UCID Gruppo Lazio


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RASSEGNA STAMPA

Il Messaggero Latina - Sabato a Gaeta la presentazione del libro "Il salvadanaio" di Riccardo Pedrizzi

Osservatorio Politico Internazionale – A GAETA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IL SALVADANAIO. MANUALE DI SOPRAVVIVENZA ECONOMICA”

Consul Press – Presentazione del libro: “Il Salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica”

 

 

L’economia della tradizione per uscire dal tunnel. La mappa di Pedrizzi per il Sud (pubblicato su "Formiche.net")

Se il Sud vuole darsi una speranza di ripresa deve ripartire dalla sua identità e dalle leve che ne hanno fatto la fortuna, negli anni passati. L'analisi di Riccardo Pedrizzi

Il divario esistente tra il Nord ed il Sud dell’Italia è ormai un dato incontrovertibile, in cui il degrado delle strutture e della qualità di vita investe anche e soprattutto la componente umana. Ma questo non significa che ci troviamo dinanzi a due Italie. In realtà, invece, le grandi aree geografiche nazionali, Nord, Centro, Sud presentano al loro interno situazioni molto differenziate. Anche nel Nord, ad esempio, accanto alla locomotiva lombarda e del triveneto, vi sono aree in sofferenza ed anche nel Sud si può riscontrare una situazione diversificata.

Il Mezzogiorno non è un’area omogenea, anche perché vi sono casi dove si sta registrando una marcata crescita del reddito e un’apprezzabile diffusione delle attività produttive. Ma il divario mediamente c’è e questo divario tra Nord e Sud ci appare, oggi più che mai chiaramente, come la risultante di un dato storico e antico.
Il processo unitario, infatti, costò veramente molto caro al Sud ed alle sue popolazioni sia in termini di vite umane, sia in termini di dispersione e distruzione del patrimonio economico, finanziario, tecnologico, culturale, artistico ed archivistico.

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L'economia della tradizione per uscire dal tunnel

Intervento del Senatore Riccardo Pedrizzi al Convegno organizzato a Napoli da Federproprietà sul tema: “Tutela la tua proprietà”

 

Il divario esistente tra il Nord ed il Sud dell’Italia è ormai un dato incontrovertibile, in cui il degrado delle strutture e della qualità di vita investe anche e soprattutto la componente umana.

Ma questo non significa che ci troviamo dinanzi a due Italie.

In realtà, invece, le grandi aree geografiche nazionali, Nord, Centro, Sud presentano al loro interno situazioni molto differenziate. Anche nel Nord, ad esempio, accanto alla locomotiva lombarda e del triveneto, vi sono aree in sofferenza ed anche nel Sud si può riscontrare una situazione diversificata.

Il Mezzogiorno non è un’area omogenea, anche perché vi sono casi dove si sta registrando una marcata crescita del reddito e un’apprezzabile diffusione delle attività produttive.

Ma il divario mediamente c’è e questo divario tra Nord e Sud ci appare, oggi più che mai chiaramente, come la risultante di un dato storico e antico.

Il processo unitario, infatti, costò veramente molto caro al Sud ed alle sue popolazioni sia in termini di vite umane, sia in termini di dispersione e distruzione del patrimonio economico, finanziario, tecnologico, culturale, artistico ed archivistico.

Il Sud dunque non era e non è affatto una terra tutta arretrata e sottosviluppata, era ed è solamente una realtà “diversa” da quella del resto d’Italia, ancora abbastanza compatta nella struttura sociale, dotata in larghi strati della popolazione di una radicata cultura tradizionale, legata ancora ad un cattolicesimo vissuto e concepito in maniera completamente diversa da come lo si vive altrove.

È stato perciò un grave errore tentare di omologare tutto ciò, schiacciare ed annichilire le particolarità, le peculiarità, gli usi, i costumi, le tradizioni, persino la lingua. Infatti per oltre un secolo e mezzo si è inculcato, nell’animo di ogni generazione di meridionali, il sentimento della sconfitta e della rassegnazione, un autodistruttivo fatalismo che ha costituito la psicologia individuale e, soprattutto, la psicologia collettiva dell’intero popolo meridionale. Proprio per questo mancano addirittura le precondizioni per realizzare uno sviluppo adeguato: 1) la popolazione; 2) il controllo del territorio; 3) le infrastrutture.

1) La popolazione, anche da questo punto di vista, il Sud d'Italia ha imboccato una strada senza ritorno: quella dell'invecchiamento demografico e dello spopolamento.

E' questo il grido di allarme e di dolore che ha lanciato lo Svimez (l'Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno) con i suoi Rapporti.

La quota di ultra settantacinquenni sulla popolazione complessiva passerà al Sud dall'attuale 8,3% al 18,4% nel 2050, superando il Centro-Nord dove raggiungerà il 16,5%. In pratica il Mezzogiorno nei prossimi vent''anni perderà un giovane su quattro e gli under 30 saranno oltre 2 milioni e mezzo in meno nel 2050. Nel Sud si nasce in pratica meno che al Nord: 1,34 per donna contro il già risicato 1,42.

Ad accentuare gli aspetti problematici della denatalità è anche la persistente emigrazione dei giovani che oltre a contribuire a rendere maggiore il peso relativo degli anziani sulla popolazione lo rende anche più problematico. Si riduce infatti per molti anziani il possibile sostegno del welfare informale basato sulla solidarietà familiare intergenerazionale.

Di questo capitale sociale il Sud avrebbe avuto bisogno per svilupparsi ed invece lo sta perdendo. E' un vero e proprio impoverimento.

2) L'ordine pubblico Scandali al sole, potrebbe essere il titolo di un film che si ripete, puntuale, sul grande schermo del Mezzogiorno da decenni, un film dal sapore antico che si ripresenta puntualmente con lo spettacolo desolante di una terra devastata dal malcostume di una classe dirigente, non solo politica.

Sul piano della sicurezza e dell'ordine pubblico le attività economiche, professionali e d'impresa mancano di un'adeguata tutela per potersi svolgere e sviluppare. Ma non è solo questione di ordine pubblico o di blindare gli insediamenti produttivi. Dati recenti infatti ci dicono che, solo negli ultimi anni, sono stati inquisiti centinaia di amministratori e di pubblici dipendenti.

Buona parte delle amministrazioni meridionali, poi, si è dimostrata incapace persino di accedere ai finanziamenti comunitari proprio per l'incapacità di progettare interventi di sviluppo e di valorizzazione del loro territorio.

Il dato più inquietante è che anche quando aumenta lo sfruttamento dei fondi europei, cresce in maniera esponenziale la corruzione di chi li utilizza, come ha denunciato uno studio pubblicato dalla Banca d’Italia.

3) Le infrastrutture sono meno della metà della media nazionale, come si può pensare o sperare che nuove iniziative siano in grado di competere con altri sistemi, che hanno a disposizione non solo strade, acquedotti, trasporti, energia, aeroporti, ferrovie, ma persino le autostrade informatiche?

Ma non tutto va male perché negli ultimi anni è aumentato il numero delle imprese attive e quello delle start-up innovative; è cresciuto il fatturato delle aziende, quello di medie dimensioni ed anche quello delle piccole imprese; si è incrementato l'export delle imprese manifatturiere di diversi settori. “E l'aspetto più nuovo e sorprendente – ha dichiarato Giorgio La Malfa, presentando il settimo Rapporto su “le imprese industriali del Mezzogiorno 2008 – 2016” è che le medie imprese del Sud presentano la stessa competitività di quelle del “quarto capitalismo”: sono efficienti, danno buoni risultati.” Perciò “risulta falsa la tesi che nel Mezzogiorno non si può fare impresa”. Esempi eclatanti sono la “Ermanno Scervino” che fa notizia perché la maggior parte della produzione viene effettuata nel Mezzogiorno d'Italia, con una serie di laboratori specializzati nella maglieria e nei ricami fatti a mano, nei capospalla di sartoria, nella produzione di jersey e jeans e nelle lavorazioni di cinture in piccoli paesini, come Longi in provincia di Messina (1600 abitanti), dove vi sono maestranze abili e disponibili ad “eseguire anche lavorazioni complesse, che fanno poi la differenza fra i prodotti italiani e quelli stranieri”.

E poi c'è Marinella qui a Napoli, Talarico Cravatte e l'esempio di Matera che è decollata come capitale della cultura.

Questo significa che solo attingendo al comune bacino dell'identità può generarsi una efficace e redditizia simbiosi tra cultura e impresa: l'economia, recuperando le sue forme naturali (cosiddetta “economia della tradizione”), tornerà cosi ad essere espressione culturale e la cultura, dal suo canto, potrà diventare il volano dell'economia.

In un Sud che rivolge le sue attenzioni principalmente alle produzioni di qualità, al turismo, all'artigianato e all'agricoltura, nonché a tutte le conseguenti attività commerciali, non si può fare a meno dell’eredità storica che è invece in grado di esprimere quella forza vitale che deve dirigere e alimentare l’economia e il “benessere” di un paese. E dunque, bisogna riportare alla luce tutto questo patrimonio sommerso nelle miniere e nei giacimenti della nostra storia.

Infatti solo attingendo al comune bacino dell’identità può generarsi una efficace e redditizia simbiosi tra cultura e impresa: l’economia, recuperando le sue forme naturali (cosiddetta “economia della tradizione”), tornerà così ad essere espressione culturale e la cultura, dal suo canto, potrà diventare il volano dell’economia.

Occorre creare perciò nuove possibilità di “intervento attivo” dell’imprenditoria, che consentano di ottenere immediati benefici nella vendita e nella qualità del proprio prodotto.

Ecco, almeno queste precondizioni bisognerà al più presto predisporre e realizzare.

E poi, una volta messe le basi per creare quelle precondizioni, bisognerà pensare, alle condizioni per vendere e rendere appetibile il territorio meridionale.

Una burocrazia efficiente, con amministratori locali responsabilizzati che siano in grado di svolgere le funzioni di indirizzo e sviluppo.

Procedure amministrative snelle e veloci.

Banche che sappiano interpretare una nuova fase e che rendano meno costoso l’utilizzo del denaro.

Fiscalità di vantaggio ed incentivi certi, misurabili e celeri.

Qualificazione e flessibilità del lavoro.

Uno sportello unico dell’impresa che sappia e possa approntare aree attrezzate, rilasciare licenze amministrative, fornire servizi di sicurezza, predisporre pacchetti localizzativi di incentivi.

Ed allora bisogna incominciare a “pensare” anche a nuovi strumenti.

Si tratta di elaborare un progetto finalizzato a sostenere “azioni di sviluppo locale” da verificare con le Rappresentanze delle economie locali.

Il Mezzogiorno d’Italia è come un genio imprigionato in una lampada. Aspetta un Aladino che lo faccia solamente uscire. Segnali propositivi ce ne sono. Si tratta in una realtà demografica che è 4 volte quella della Danimarca, dell’Irlanda e della Finlandia e 2 volte quella del Portogallo e della Grecia e di gran lunga superiore a quella del Canada. Ma questo genio è ancora chiuso ermeticamente nella lampada.

Riccardo Pedrizzi

 

 

 

PREMIO GIOVANE MANAGER 2019 Semifinale Centro-Sud Presso Università LUMSA

PREMIO GIOVANE MANAGER 2019
Semifinale Centro-Sud
Presso Università LUMSA

Insieme ad UCID hanno partecipato
Federmanager Roma Unindustria Confapi - Confederazione italiana della piccola e media industria Federazione Lazio, Umbria e Sardegna BCC

Martedì 28 gennaio p.v. ore 16.00

PROGRAMMA

Ore 16.00 – Registrazione

Ore 16.30 – Visita sede Università di Roma LUMSA

Ore 17.00 – Welcome coffee

Ore 17.30 – SALUTI
Francesco Bonini, Rettore Università di Roma LUMSA

Giacomo Gargano, Presidente Federmanager Roma

Riccardo Pedrizzi, Presidente Nazionale CTS UCID

Ore 17.45 – TAVOLA ROTONDA: ETICA DEL BUSINESS E GREEN VISION

Paolo Grignaschi, Direttore generale BCC Federazione Lazio Umbria Sardegna / Presidente Collegio Revisori UCID Roma

Iolanda Piccinini, Ordinario di Diritto del Lavoro LUMSA

Corrado Savoriti, SAMA Marketing e Produzione srl / Vicepresidente Giovani Imprenditori Unindustria

Modera: Benedetto Delle Site, Presidente UCID Giovani LAZIO

Ore 18.30 – PREMIO GIOVANE MANAGER 2019 – III EDIZIONE
Presentazione Premio e Premiazione Candidati

Renato Fontana, Coordinatore Giovani Federmanager

Marco Oliveri, Director HAYS

Interverranno alla Premiazione

Luca Adinofi, Vicepresidente Giovani Confapi

Simona Mulè, Responsabile Rapporti Istituzionali Giovani UCID

Giulio Natalizia, Presidente Giovani Imprenditori Unindustria

Ore 19.00 – CONCLUSIONI
Eros Andronaco, Vicepresidente Federmanager

Filippo Tortoriello, Presidente Unindustria

Ci vorrebbe Agusto Del Noce - di Riccardo Pedrizzi (pubblicato su "Il Settimanale di Padre Pio")

 

 

 

Così l’Italia (non) si è difesa dalle scalate straniere. Cronistoria di Pedrizzi (pubblicato su "Formiche.net")


L'Italia, anche se in questa fase subisce la globalizzazione più che cavalcarla, con poche aziende in grado di aggregare e con un sistema-Paese che scoraggia con fisco, burocrazia e giustizia, cerca di correre ai ripari per tutelare il proprio apparato industriale. L'opinione di Riccardo Pedrizzi, già presidente di Commissione Finanze e Tesoro del Senato (2001-2006)

Il made in Italy è diventato un boccone particolarmente appetibile e a prezzi scontati, soprattutto per le aziende quotate, che in questi anni di crisi hanno visto precipitare la loro capitalizzazione.

L’aspetto più preoccupante è quello di alcune Pmi che guardano ormai solo all’estero per le loro esigenze di liquidità, cui il sistema bancario italiano non fa fronte da anni.

La situazione è diventata talmente preoccupante che i Servizi segreti avevano già lanciato l’allarme anche nella relazione annuale trasmessa il 31 gennaio 2018 al Parlamento italiano dal Copasir (Comitato Parlamentare per la sicurezza pubblica), secondo il quale gruppi esteri mirano ad acquistare “patrimoni industriali, tecnologici e scientifici nazionali”, nonché “marchi storici”.

In particolare “sono sempre maggiori – veniva sottolineato – le minacce al sistema Paese nella sua dimensione economico-finanziaria, innescate in primo luogo dai processi di globalizzazione e di evoluzione tecnologica, soprattutto nel campo delle comunicazioni, e da un sistema internazionale multipolare, nel quale gli alleati sono nel contempo concorrenti in un’aspra competizione che si combatte nell’arena dell’economia, dagli assetti societari e bancari al mondo delle imprese… per cui anche industrie strategiche e piccole e medie imprese… rischiano di essere seriamente compromessi”.

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Il ricordo del filosofo Augusto Del Noce a 30 anni dalla scomparsa (Pubblicato su Formiche.net)

Dagli anni venti del Novecento al giorno della sua morte, 30 dicembre 1989, la vita del filosofo cattolico ripercorsa dal senatore Riccardo Pedrizzi

Fin dagli anni venti da studente nella Torino laicista del liceo Gioberti, nel quale si erano formati Gobetti e, successivamente Bobbio, Augusto Del Noce, fu, per così dire, un “eretico”.

Una parte della attività di Del Noce è costituita, perciò, da un continuo confronto‑scontro con i tre fondamentali filoni del laicismo razionalistico contemporaneo che si incarnavano, proprio a Torino, rispettivamente in Bobbio, Geymonat e Balbo.

Nel primo filone il filosofo cattolico vedeva “il più coerente rappresentante della cultura liberal‑socialista che da Cattaneo giunge a Gobetti, con l’espressione politica nell’azionismo”; nel secondo “il difensore di un razionalismo che va da Comte a Lenin e approda al comunismo”; nel terzo “il tentativo più coerente di conciliare il cristianesimo con il marxismo, con una conclusione politica di progressismo cattolico subalterno al partito comunista”.

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Siamo sotto attacco: il “Made in Italy” è un boccone appetibile per i palati stranieri (Pubblicato sul "Secolo d'Italia")

Riceviamo da Riccardo Pedrizzi, Presidente Commissione Finanze e Tesoro del Senato 2001-2006, e pubblichiamo. 

Il Secolo d’Italia di qualche giorno fa ha riportato la denuncia di Adolfo Urso e di Fratelli d’Italia sui rischi che sta correndo la nostra economia come ha segnalato il Copasir (l’organo bicamerale di controllo del Parlamento Italiano sui nostri servizi di sicurezza) con un suo recente rapporto.

Il Made in Italy è, infatti, diventato un boccone particolarmente appetibile e a prezzi scontati, soprattutto per le aziende quotate, che in questi anni di crisi hanno visto precipitare la loro capitalizzazione.

Il “Made in Italy” e la crisi di liquidità

Ma l’aspetto più preoccupante è quello di alcune Pmi che guardano ormai solo all’estero per le loro esigenze di liquidità, a cui non fa fronte da anni il sistema bancario italiano.

La situazione è diventata talmente preoccupante che i servizi segreti avevano già lanciato l’allarme anche nella relazione annuale trasmessa il 31/01/2018 al Parlamento italiano dal “Comitato Parlamentare per la sicurezza pubblica”, secondo il quale gruppi esteri mirano ad acquistare “patrimoni industriali, tecnologici e scientifici nazionali”, nonché “marchi storici”. 

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"Etica e finanza" di Riccardo Pedrizzi (Pubblicato su "Il Settimanale di Padre Pio")

 

 

LETTERA INVIATA AL DIRETTORE DE "IL FATTO QUOTIDIANO"

Caro Direttore,
in un recente articolo "La Prima Repubblica non passa mai, il potere è sempre democristiano" Pietrangelo Buttafuoco, che seguo sempre con estremo interesse sul suo quotidiano, ha fotografato la potenza incorruttibile del democristiano del suo paese. Ed è proprio vero perché nel nostro panorama politico tutto cambia per restare tutto immutabile. Questo affresco mi ha fatto tornare alla mente una situazione analoga che mi rappresentava il compianto Senatore Umberto Carpi.
Esponente trai più rappresentativi del Sessantotto pisano (era nato a Bolzano nel 1941 ma era vissuto a Pisa) Umberto Carpi era stato eletto al Senato della Repubblica nel marzo del 1994 nelle file di Rifondazione Comunista e poi riconfermato nella successiva legislatura. Era stato sottosegretario di Stato al Ministero dell'industria, il commercio e l'artigianato nel primo governo di Romano Prodi (dal 22 maggio 1996 al 20 ottobre 1998) e nel primo governo di Massimo D'Alema (dal 22 ottobre 1998 al 21 dicembre 1999).
Ma Umberto era sopratutto uomo di cultura e su questo piano era nato il nostro rapporto.
Carpi, alla fine delle sue giornate di lavoro al Ministero, era solito venire a cenare al Ristorante del Senato, che ora non c'è più e che un tempo serviva, oltre alla ristorazione dei parlamentari, anche per consentire di continuare a lavorare durante i pasti, per scambiare opinioni ed idee, per confrontarsi, sopratutto per familiarizzare tra noi, indipendentemente dalle appartenenze di schieramento.
Nel corso di una di queste cene, Umberto mi raccontò della processione di esponenti politici di tutti i partiti della seconda repubblica che aveva durante la sua giornata al Ministero dell'Industria, sottolineandomi e lamentandosi, e sapendo di trovare con me terreno fertile, del fatto che per alcune nomine, a cui doveva provvedere nell'ambito delle sue deleghe e competenze, per enti e società pubbliche o a partecipazione statale, tutti i partiti, da AN ai Democratici di Sinistra, passando per Forza Italia e per l'UDC, tutti ripeto, gli segnalavano per quei posti tecnici (si fa per dire) tutti ex democristiani. "Capisci, mi diceva, non c'è partito che mi abbia segnalato un “comunista”, “un fascista”, un “vero liberale”, un socialista. Solo l'UDC è coerente e mi segnala i “suoi” democristiani ex democristiani". Ed insieme ridevamo del fatto che tutto era cambiato nella Seconda Repubblica, perché tutto rimanesse come prima.
In fondo da persone cresciute attraverso consolidate culture politiche – contrapposte ma informate ad ideali e valori – ci meravigliavamo e ne sorridevamo che tutti i partiti dell'epoca non erano in grado di proporre uomini nuovi e “di parte” per incarichi di responsabilità, se non “vecchi” ed “usurati” democristiani.
In queste valutazioni eravamo sulle stesse posizioni. Per questo ci stimavamo ed eravamo amici.
Grazie per l'ospitalità e cordiali saluti.

Riccardo Pedrizzi​

 

 

Barbadillo - 0 Libri. “Il salvadanaio”: il manuale di sopravvivenza economica di Riccardo Pedrizzi

Con buona pace per chi la considera ancora una “demonia”, l’economia rappresenta, oggi, uno dei principali terreni su cui si confrontano e si scontrano diverse visioni della vita e del mondo.

Oltre la rigidità dei “parametri”, agitati come i simboli dell’equilibrio di bilancio, oltre le vecchie scuole, spesso non all’altezza per leggere una realtà in rapida trasformazione, e ben oltre ogni determinismo produttivistico, inadeguato ad affrontare la complessità sociale, si allarga lo spazio per una visione “organica” dei temi economici. Una “visione” che bisogna sapere cercare e costruire, partendo dalla consapevolezza di un retroterra culturale, in grado di  sconfiggere il vuoto etico, che domina i mercati e che scarica a pioggia i suoi effetti sui soggetti più deboli.

Su questi crinali si è mosso Riccardo Pedrizzi, con il suo corposo, ma leggibilissimo, “Il salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica” (Guida editore, pagg. 404, Euro 18,00) , autentica bussola nel complesso mondo dell’economia globalizzata, della finanza vorace, dell’Europa egoista ed arrogante.

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Per natale regala un salvadanaio!

Come difendere i risparmi dagli squali della finanza, dalle trappole delle banche e dalle bugie dei politici disonesti. L'ultimo lavoro di Riccardo Pedrizzi è in tutte le librerie.

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I cattolici tra Chiesa, politica e società. Il commento di Pedrizzi


La Chiesa incoraggia i suoi fedeli laici a prendere coscienza della propria responsabilità nella comunità politica e a vivere in maniera matura e adulta la propria fede nella dimensione politica, evitando così il pericolo del divorzio tra fede e vita e lavorando per soluzioni e modelli nei quali la concezione cristiana della vita si possa realizzare. L'intervento del senatore Riccardo Pedrizzi

La religione cattolica è parte integrante della cultura, della storia, della vita del nostro popolo.

“Non siamo estranei alla vita” – aveva risposto il grande combattente della fede, Tertulliano, ai pagani del tempo che, allora come oggi, contestavano ai cristiani la presenza nella società – “ci ricordiamo bene di dover riconoscenza a Dio Signore Creatore; nessun frutto delle opere sue noi ripudiamo; soltanto ci moderiamo, per non usarne smodatamente o malamente. E così non senza il foro, non senza il macello, non senza i bagni, le case, le botteghe, le stalle i mercati vostri e tutti gli altri traffici noi abitiamo in questo mondo. Noi pure con voi navighiamo e militiamo, coltiviamo i campi e negoziamo, e perciò ci scambiamo i lavori e mettiamo a vostra disposizione le nostre opere. Come mai possiamo sembrare inutili ai vostri affari, coi quali e dei quali viviamo, davvero non vedo”.

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"La Chiesa per l'educazione dei giovani" di Riccardo Pedrizzi (Pubblicato sul "Settimanale di Padre Pio")

 

 

Secolo d'Italia - Sud, Pedrizzi relatore al corso di formazione per manager dell’Agemed

mercoledì 27 novembre 12:34 - di Redazione

Riccardo Pedrizzi, ex senatore di An, già presidente della Commissione Finanze del Senato, sarà il relatore del corso di formazione per manager organizzato da Agemed (Agenzia per lo sviluppo del territorio del mezzogiorno d’Italia e del mediterraneo). Il corso si svolgerà il prossimo venerdì 29 novembre alle  14.30 presso l’Università di Avellino.

L’Agemed, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Avellino e con l’Università di Benevento ha organizzato la sessione dedicata interamente ai manager. L’obiettivo è fornire elementi di valutazione per lo sviluppo del territorio e margini più ampi di competenza strategica per gli enti locali... (continua a leggere la notizia cliccando qui)

 

COMUNICATO STAMPA

Sud, Pedrizzi relatore al corso di formazione per manager ed amministratori meridionali

Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze del Senato e Presidente Nazionale del Comitato Tecnico Scientifico dell'UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), è stato il relatore del corso di formazione per manager organizzato da Agemed (Agenzia per lo sviluppo del territorio del mezzogiorno d’Italia e del mediterraneo). Il corso si è tenuto lo presso l’Università di Avellino.

L’Agemed, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Avellino e con l’Università di Benevento ha organizzato la sessione dedicata interamente ai manager. L’obiettivo è stato di fornire elementi di valutazione per lo sviluppo del territorio e margini più ampi di competenza strategica per gli enti locali.

Il corso che ha visto come partecipanti amministratori di Comuni della provincia di Avellino, di esperti e di tecnici, si propone la formazione e la preparazione di una classe dirigente sensibile al rapporto necessario con l’Europa in un momento così delicato per la vita del paese. La lezione che ha tenuto il senatore Pedrizzi – si è basata sul suo volume “Il salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica” recentemente dato alle stampe per i tipi di Guida Editore – è stata sul tema:”Il ruolo delle banche per lo sviluppo degli Enti Locali”.

Rassegna stampa evento

Osservatorio Politico Internazionale - Sud, Pedrizzi relatore al corso di formazione per manager ed amministratori meridionali

Consul Press - Sud, Pedrizzi relatore al corso di formazione per manager ed amministratori meridionali

 

 

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale - La vita e la morte, aspetti etici

La recente sentenza della Corte Costituzionale che di fatto apre al suicidio assistito ed all'eutanasia, rappresenta la fine della tutela del diritto alla vita, fino ad oggi costituzionalmente garantito e protetto. In pratica La Corte ha accettato il principio che non va combattuto il dolore, ma eliminato il sofferente che a questo punto si sentirà un peso per tutti: per lo Stato, per la famiglia, per gli amici. Essa comunque è il frutto e la conclusione direi logica, se non fosse aberrante, di modi di pensare e concezioni del mondo e della vita, che si sono affermate, soprattutto nell’era contemporanea.

Esse vanno ricercate, al di là delle situazioni contingenti e dei singoli casi concreti, in atteggiamenti e comportamenti culturali che si sono andati diffondendo con e dopo la Rivoluzione francese attraverso modelli di vita, ideologie e dottrine libertari e radicali, che hanno come suprema istanza la libertà. Secondo i quali è lecito ed è eticamente accettabile tutto ciò che è liberamente voluto.

Si tratta, evidentemente, in questi casi di una rivendicazione di una libertà senza vincoli e senza responsabilità che arriva ad un vero e proprio nichilismo, come nel caso del pensatore Herbert Mancure, e che fa inaridire la stesa radice della libertà, allorquando si pone contro la vita, che è il presupposto ed il fondamento stesso della libertà... (continua a leggere l'editoriale cliccando sul link sottostante)

 

 

COMUNICATO STAMPA

Robert Sirico, “per capire l’economia bisogna capire la persona umana”

Successo per il business leaders share con Padre Robert Sirico promosso da UCID, Unindustria e Federmanager

Si è svolto , presso la splendida cornice della galleria del Centro Studi Americani a Roma, il business leaders share fra i giovani imprenditori e dirigenti di UCID, Unindustria e Federmanager e Padre Robert Sirico, sacerdote e fondatore dell’Acton Institute.

Dopo i saluti di benvenuto da parte di Andrea Chiappetta, consigliere di amministrazione del Centro Studi Americani, il tema, “La vocazione del leader d’impresa”, è stato affrontato nella lectio di Padre Sirico e negli interventi di Benedetto Delle Site (Presidente Giovani UCID Lazio), Giulio Natalizia (Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Unindustria), Renato Fontana (Presidente Coordinamento Giovani Federmanager) e Pierluigi Germani (Presidente nazionale Giovani UCID), nonché nelle conclusioni di Riccardo Pedrizzi (Presidente nazionale CTS UCID), Giacomo Gargano (Presidente Federmanager Roma) e Giancarlo Abete (Presidente del Gruppo Abete e Past President di UCID e dell’Unione degli Industriali di Roma).

 “L’economia – ha sottolineato Robert Sirico – non tratta di prodotti, del PIL nazionale, ma tratta di azione umana, persone. Come shareholder del creato, assumono responsabilità dirette per il creato. Sono i manager di Dio: ricordate sempre però chi è il nostro Grande Capo. Ricordate sempre che la vostra leadership è radicata nella vostra concezione della persona, come portatore dell’Immagine di Dio. Esattamente la stessa identica persona che vedrete domani mattina quando vi guarderete allo specchio”.

“Come Dio – ha ricordato Padre Sirico – siamo capaci di fare non solo buoni affari, ma anche grandi nobili affari, siamo capaci di creare nuove ricchezze, per noi e per tutti. E attraverso le nostre imprese, possiamo mettere i nostri tesori a disposizione degli altri. La persona non è solo importante per il mercato. È proprio al centro del mercato.  La persona umana è la fonte e il vertice dell’economia.”

“Per capire le radici della vocazione del business leader – ha concluso il fondatore dell’Acton Institute – bisogna capire il significato della persona, della natura umana di tutti noi coinvolti in un’impresa, scambiando merci, servizi, producendo meravigliose invenzioni per il bene comune. Non è un caso che l’economia di mercato di cui godiamo oggi è provenuta dalla tradizione giudaico-cristiana. Proprio grazie ai contenuti della nostra fede abbiamo cercato di proteggere e promuovere la proprietà privata, la creatività per migliorare il mondo come co-creatori”.

Tirando le conclusioni, Riccardo Pedrizzi, Giacomo Gargano e Giancarlo Abete hanno ricordato lo sviluppo recente della dottrina sociale della Chiesa per quanto di essa attiene all’impresa, ed elogiato il lavoro di approfondimento e riflessione avviato dai responsabili dei gruppi giovani delle tre organizzazioni.

 

 

Cari Soci ed Amici,

Sperando di fare cosa gradita, sono lieto di trasmettervi l’invito all’iniziativa che i nostri giovani hanno promosso con l’Acton Instiute, prestigioso think thank americano, e i giovani di Federmanager e di Unindustria.

L’incontro si terrà a Roma mercoledì 4 dicembre alle ore 17.30 presso le sale del Centro Studi Americani, in Via Michelangelo Caetani 32.

Data l’importanza dell’evento, che vede eccezionalmente in Italia Padre Robert Sirico, sacerdote ed economista americano nonché fondatore dell’Acton Institute, Vi invito a partecipare e ad estendere l’invito ai Vostri familiari ed amici.

Cordialmente,

Sen. Riccardo Pedrizzi

Presidente UCID Gruppo Regionale del Lazio

e Comitato Tecnico Scientifico Nazionale

 

Il Gruppo Giovani di UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) Lazio,

in collaborazione con il Gruppo Giovani Imprenditori di Unindustria

e il Coordinamento Giovani di Federmanager Roma

 

è lieto di invitarvi Mercoledì 4 dicembre 2019 ore 17,30 all’iniziativa

 

“LA VOCAZIONE DEL LEADER D’IMPRESA”

business leaders share

 

con Robert A. Sirico, sacerdote e commentatore economico statunitense,


che avrà luogo a Roma presso il Centro Studi Americani, in Via Michelangelo Caetani 32.

 

PROGRAMMA
 
Saluti di benvenuto

Dott. Andrea Chiappetta, Consigliere d’Amministrazione Centro Studi Americani

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BUSINESS LEADERS SHARE

 

Padre Robert Sirico

Sacerdote, Fondatore e Presidente Acton Institute

Dott. Benedetto Delle Site, Presidente UCID Giovani Lazio

Dott. Giulio Natalizia, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Unindustria

Dott. Renato Fontana, Presidente Federmanager Giovani

Dott. Pierluigi Germani, Presidente nazionale UCID Giovani


Porteranno il proprio contributo a conclusione

Sen. Riccardo Pedrizzi, Presidente nazionale CTS UCID

Ing. Giacomo Gargano, Presidente Federmanager Roma

Dott. Giancarlo Abete, AD Gruppo ABETE

 

R.S.V.P.

clicca qui per scaricare la locandina/programma dell'evento

RASSEGNA STAMPA EVENTO

Professione Dirigente - La vocazione del leader d’impresa

GUARDA TUTTE LE FOTO DELL'EVENTO CLICCANDO QUI

 

 

 

Presentazione libro: “Il Salvadanaio” – ANZIO 21/11/2019 ore 17:00

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"Il ruolo economico della famiglia naturale" di Riccardo Pedrizzi (Pubblicato sul "Settimanale di Padre Pio")

 

 

"L'usura uccide la dignità delle persone" di Riccardo Pedrizzi (Pubblicato sul "Settimanale di Padre Pio)

 

 

Presentazione libro: “Il Salvadanaio” – Rotary Club Roma - Hotel Ambasciatori Palace - 19/11/2019

Lo scorso 19 novembre presso le prestigiose sale dell'Hotel Ambasciatori Palace, in Via Veneto a Roma, il Rotary Club Roma Capitale ha avuto come ospite nella cena conviviale il Sen. Riccardo Pedrizzi, autore del libro "Il salvadanaio - Manuale di sopravvivenza economica" Ed. Guida. Nel corso della serata l'autore ha presentato il libro ad una platea di Soci rotariani, rispondendo a una serie di domande non senza digressioni sui grandi fatti di attualità. A conclusione della serata i ringraziamenti del Presidente del Club, Dott. Pierluigi Di Giorgio.

 

 

Comitato Tecnico Scientifico  

"Forum permanente sui valori dell’Imprenditorialità illuminata dalla fede"

Carissimo, sono lieto di confermare il prossimo appuntamento del CTS è fissato per  venerdì 8 novembre 2019 alle ore 17:00

presso Palazzo Grimaldi della Meridiana, Salita di S. Francesco, 4, 16124 Genova.

Ha confermato la Sua  presenza S. Em. il Card. Angelo Bagnasco, Presidente Emerito della Conferenza Episcopale Italiana

Ti ricordo che al termine sarà offerto un'aperitivo.

RingraziandoTi per una cortese risposta di conferma, Ti saluto molto caramente.

                                    Riccardo Pedrizzi

                      Presidente Comitato Tecnico Scientifico  

Partecipazione per salvare l’industria, da Genova l’UCID invoca una santa alleanza

fra capitale e lavoro

GENOVA – Si è svolto nei giorni scorsi presso le sale del Palazzo della Meridiana a Genova il terzo appuntamento del Forum permanente sull’imprenditoria illuminata dalla fede, promosso dal Comitato Tecnico Scientifico dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) sul tema: “Nuove forme partecipative e nuovi modelli di relazioni industriali alla luce della Dottrina sociale della Chiesa”.

Dopo i primi due appuntamenti svoltisi a Roma, i quali hanno visto come ospiti personalità del calibro di Antonio Fazio, Governatore emerito della Banca d’Italia, Giulio Sapelli, economista, S.E. Edoardo Menichelli, Arcivescovo emerito di Ancona-Osimo, il Vice Ministro Massimo Garavaglia, Vicenzo Boccia, Presidente di Confindustria, S.E. Petro Parolin, segretario di Stato vaticano e del Gen. Giuseppe Arbore della Guardia di Finanza, il CTS dell’Unione degli imprenditori e dei dirigenti cattolici ha chiamato a raccolta i rappresentanti nazionali dei sindacati dei lavoratori e la Confindustria in un momento in cui il caso ArcelorMittal scuote il paese.

Convocati a Genova dal Presidente nazionale del CTS dell'UCID, Riccardo Pedrizzi, Davide Viziano, Presidente dell'UCID Gruppo Ligure, i rappresentanti di CISL, UIL, CGIL, UGL e Confindustria hanno messo al centro dei loro interventi il ruolo della partecipazione dei lavoratori nelle imprese quale antidoto alla crisi dell’industria nazionale, mostrando una comune sensibilità al tema della centralità del lavoro ed una costante sintonia di fondo.

Accompagnato dai saluti del Sindaco di Genova, Marco Bucci e del Presidente della Regione, Giovanni Toti, il Presidente UCID della Liguria, Davide Viziano, ha aperto i lavori proponendo una “santa alleanza tra capitale e lavoro”, a cui ha fatto eco Riccardo Pedrizzi per il quale “la crisi del capitalismo finanziario si potrà superare, incentivando e promuovendo nuove forme partecipative e la diffusione dell’azionario tra i dipendenti delle singole aziende”. Secondo il Presidente nazionale del CTS di UCID “si ripropone, quindi l’antica, e mai affrontata, questione dell’interpretazione e dell’applicazione degli articoli 46 e 47 della nostra Carta costituzionale”.

Pedrizzi, esprimendo la vicinanza dell’UCID ai lavoratori dell’ex Ilva, ha inoltre messo in guardia dalla “filosofia della disintermediazione, alla quale bisogna rispondere con la rivitalizzazione dei corpi sociali intermedi: quelli naturali, quali la famiglia, e quelli volontari, quali le associazioni, i sindacati, le cooperative, le banche di prossimità”.

Giulio Romani, Segretario confederale CISL, ha sottolineato “come molte delle crisi degli ultimi anni sarebbero potute essere scongiurate con strumenti di partecipazione, nel quadro generale di un potenziamento della democrazia economica”. Secondo Vincenzo Colla, Vicesegretario nazionale della CGIL “il pericolo maggiore oggi è quello di una amplificazione della conflittualità che minaccia il nostro paese, alla quale bisogna rispondere con un’idea nuova” e “occorre una cultura di mediazione tra tecnoscienza e umanesimo perché l’uomo non è un problema tecnico”. Secondo il Vicesegretario della CGIL inoltre “il modello renano conserva il proprio valore”.

Paolo Capone, Segretario nazionale dell’UGL ha invece sottolineato come l’applicazione del modello partecipativo comporti per la rappresentanza una “cessione di sovranità, per cui come ha evidenziato Pietro Ichino in passato sono stati proprio i principali sindacati e le associazioni datoriali ad opporvisi”. Per Capone “la lotta di classe in Italia è finita” e la soluzione è nel “contratto di comunità, a cui partecipino anche gli enti locali”.

Giovanni Brugnoli, Vicepresidente Confindustria per il Capitale Umano, ha evidenziato che il vero nodo è “essere partecipativi anziché chiedere la partecipazione, poiché essere partecipativi presuppone un percorso più impegnativo di costruzione di una cultura che metta prima i bisogni dei soggetti alle ragioni di chi li rappresenta”.

A conclusione dei lavori l’intervento del Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo metropolita di Genova, per il quale “dal concetto di lotta di classe, non più attuale, occorre passare a quello di gara di responsabilità, che veda tutti i soggetti partecipi nella costruzione di nuove relazioni e nell’edificazione del bene comune”. Bagnasco, che si è complimentato per l'iniziativa dalla quale è emerso molto chiaramente l'ispirazione alla Dottrina sociale della Chiesa, ha richiamato il “ruolo centrale della famiglia quale primo luogo di relazioni e legami, perché una società di individui privi di relazioni e quindi di identità è una società preda del potere”.

 

 

La Cina è vicina

La Forever Sharing, controllata del Gruppo Zhonglu di Shangai, ha formalizzato l'ingresso in Helbiz, uno dei leader nella gestione di soluzioni per la micromobilità urbana.

Helbiz Inc. è stata fondata da imprenditori italiani. Il gruppo Zhonglu è primo produttore cinese di veicoli elettrici intelligenti per la mobilità sharing e Forever svolgerà una ruolo chiave nell'espansione di Helbiz sui mercati asiatici e su altri mercati primari.

Qualche tempo fa gli elettrodomestici Candy erano stati ceduti ai cinesi di Qingdao Haier per 475 milioni di euro. Era l'ultima grande azienda italiana del “bianco”. E' stata la forza europea di Candy con marchi come Hoover e Rasieres ad attrarre i cinesi perché conseguiva un fatturato consistente principalmente all'estero (UK e Francia). La ex Officine Meccaniche Eden Fumagalli gruppo da 1,14 miliardi di fatturato con 4.660 dipendenti e 6 stabilimenti in Europa passava cosi ai cinesi di Haier. Quella di Fumagalli di Brugherio era il quarto grande gruppo del “Made in Italy”. La prima a passare in mani straniere era stata la Zanussi...

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La vita e la morte. Aspetti etici

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale

La vita e la morte. Aspetti etici

La recente sentenza della Corte Costituzionale che di fatto apre al suicidio assistito ed all'eutanasia, rappresenta la fine della tutela del diritto alla vita, fino ad oggi costituzionalmente garantito e protetto. In pratica La Corte ha accettato il principio che non va combattuto il dolore, ma eliminato il sofferente che a questo punto si sentirà un peso per tutti: per lo Stato, per la famiglia, per gli amici. Essa comunque è il frutto e la conclusione direi logica, se non fosse aberrante, di modi di pensare e concezioni del mondo e della vita, che si sono affermate, soprattutto nell’era contemporanea.

Esse vanno ricercate, al di là delle situazioni contingenti e dei singoli casi concreti, in atteggiamenti e comportamenti culturali che si sono andati diffondendo con e dopo la Rivoluzione francese attraverso modelli di vita, ideologie e dottrine libertari e radicali, che hanno come suprema istanza la libertà. Secondo i quali è lecito ed è eticamente accettabile tutto ciò che è liberamente voluto...

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Presentazione libro: “Il Salvadanaio” – UGL Roma 30/10/2019

Presentazione dell'ultimo libro del Sen. Riccardo Pedrizzi: "Il Salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica.", promosso dall'UGL (Unione Generale del Lavoro) in collaborazione con Federproprietà (Federazione Nazionale della Proprietà Edilizia) che si terrà a Roma, presso la Sala Landi della Sede Generale dell'UGL, sita in Via delle Botteghe Oscure n.54 - 00186 RM, in data mercoledì 30 ottobre 2019 alle ore 17:30. 

All'evento parteciperanno il Sen. Giorgio Benvenuto, Presidente della Fondazione Bruno Buozzi, il Sen. Massimo Garavaglia, Componente della V Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, il Sen. Maurizio Gasparri, Presidente della Giunta Elezioni e Immunità Parlamentari, porterà il saluto il Dottor Francesco Paolo Capone, Segretario Generale dell'UGL.

Introduce i lavori l'On.le Massimo Anderson, Presidente di Federproprietà.

Sarà presente il Sen. Riccardo Pedrizzi, autore del libro e Presidente dell'UCID Gruppo Lazio.

La Segreteria dell'UCID Gruppo Lazio

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La missione educativa della Chiesa. I novant’anni della Divini Illius Magistri. Di Riccardo Pedrizzi (UCID)

Da sempre la Chiesa ha insegnato, accanto al Vangelo, le discipline umane e scientifiche, operando, ad esempio in certi periodi storici come nel Medio Evo, mirabili sintesi tra rivelazione divina e speculazione filosofica, tra Padri della Chiesa e classici greci e latini, facendo in Europa, in Asia, in Africa, e nelle Americhe di ogni chiesa e di ogni casa religiosa un centro di cultura e un luogo di educazione e formazione della gioventù.

Chi non sa che le prime Università in Europa furono create dalla Chiesa e da ordini religiosi e che in terra di missione accanto ad ogni campanile sorgeva una scuola?

E nessuno, se in buona fede, può mettere in dubbio il fatto che scuole e università cattoliche hanno, ovunque ed in ogni tempo, promosso il sapere in tutto lo scibile umano, coniugando la cultura con l’educazione, la scienza con la fede, la tecnica con la morale.

E poi nel secolo scorso, allorquando, dopo la rivoluzione, francese del 1789, si opera per la prima volta nella storia dell’umanità quella scissione tra società civile e società religiosa, che dovrà portare alla secolarizzazione dell’epoca presente, allorquando l’uomo non sente più la presenza del sacro e del divino accanto a sé ma vuole vivere in base ad ideologie solamente ed esclusivamente umane, intese come sistemi di pensiero chiuso in se stesso e ritenuto luciferinamente autosufficiente, nel secolo scorso – dicevamo – anche i problemi dell’educazione furono affrontati nell’ambito dell’ampia opera di sistematizzazione e di elaborazione della Dottrina Sociale Cattolica...

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Il volto feroce dell’economia. A Roma un convegno sul libro di Pedrizzi “Il salvadanaio”

Si svolgerà mercoledì, alle ore 17.30, presso la Sala Landi di via delle Bottteghe Oscure, 54, Roma, la presentazione dell’ultimo libro di Riccardo Pedrizzi “Il Salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica”. L’incontro è promosso Ugl (Unione Generale del Lavoro) in collaborazione con Federproprietà (Federazione Nazionale della Proprietà Edilizia). Prevista la partecipazione di diversi protagonisti della vita politica e sindacale. Tra i presenti, Giorgio Benvenuto, presidente della Fondazione Bruno Buozzi; il senatore Massimo Garavaglia, componente della V Commissione Bilancio della Camera dei Deputati; il senatore Maurizio Gasparri, presidente della Giunta elezioni e immunità Parlamentari. Porterà il saluto Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl. Introdurrà i lavori Massimo Anderson, presidente di Federproprietà. Sarà presente l’autore, Riccardo Pedrizzi, presidente dell’Ucid Gruppo Lazio.... CLICCA QUI PER LEGGERE LA NOTIZIA ONLINE

 

Altre bolle, altri rischi

Non sono i più vecchi subprime sui mutui che innescarono la crisi finanziaria ed economica, che ancora ci affligge, ma hanno raggiunto già i 1.400 miliardi di dollari. Si tratta del mercato dei “leveraged loans”, cioè prestiti “a leva” erogati a società già super-indebitate e poi negoziati sul mercato come bond, che poi vengono cartolarizzati “impacchettati” in veicoli simili ai “Subprime” che vengono chiamati “collaterlized loam obligations”.

La Banca dei Regolamenti Internazionali in un recente documento ha esaminato le analogie e le differenze tra quelli del 2007 e quelli di oggi che già hanno raggiunto i livelli del 2007, sottolineando che i rischi ci sono e sono tanti.

La differenza è che i mutui erano erogati a persone fisiche, questi invece ad imprese e possono essere venduti sul mercato a fondi e investitori vari.

Bri inoltre certifica che circa il 60% di questi “leveraged loans” è stato emesso da aziende con una quantità di debiti superiore a 5 volte l'Ebitda. Ed un terzo supera addirittura sei volte, per di più senza garanzie ed anche truccando i bilanci delle società che emettono questi titoli.

Ciononostante il mercato continua a crescere perché ci sono fondi che promettono ai propri sottoscrittori interessi del 7-8% l'anno, quando ormai i rendimenti di qualsiasi investimento si aggira intorno all'uno/due per cento a causa della politica dei tassi a zero delle Banche Centrali.

Preoccupazioni su questo settore sono state da tempo espresse non solo dalle autorità di vigilanza ma anche da autorevoli banchieri....   CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO PER INTERO

 

 

 

Presentazione del libro: "Il Salvadanaio" a Formello 17/10/2019

- Una sala piena in una location suggestiva, Palazzo Chigi di Formello, vicino Roma, ha ospitato un parterre prestigioso per la presentazione dell'ultimo libro del senatore Riccardo Pedrizzi: "Il Salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica".
- Un incontro promosso dal Comune di Formello in collaborazione con la BCC Federlus (Federazione delle Banche di Credito Coperativo del Lazio, Umbria e Sardegna) e il patrocinio del gruppo Lazio dell'Ucid.
- All'evento hanno partecipato il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi, il Paolo Grignaschi, Direttore Generale della Federazione delle Banche di Credito Coperativo del Lazio, Umbri e Sardegna, Umberto Ranieri, Presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa, Gian Filippo Santi, sindaco di Formello.
- Hanno moderato i lavori il Vincenzo Prati, Ambasciatore e Ivana Minguzzi, scrittrice.
Ecco una gallery fotografica della riuscitissima iniziativa.

Carissimo,

sperando di farTi cosa gradita, invio il programma con annesso invito alla presentazione dell'ultimo libro del Sen. Riccardo Pedrizzi: "Il Salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica.", promosso dal Comune di Formello (RM) in collaborazione con la BCC Federlus (Federazione delle Banche di Credito Coperativo del Lazio, Umbria e Sardegna) che si terrà a Formello, presso la Sala Grande di Palazzo Chigi, sito in Piazza San Lorenzo n.3 - 00060 Formello (nei pressi del Comune), in data giovedì 17 ottobre 2019 alle ore 18:00. 

All'evento parteciperanno S. Em. R.ma il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi, il Dott. Paolo Grignaschi, Direttore Generale della Federazione delle Banche di Credito Coperativo del Lazio, Umbri e Sardegna, l’On.le Umberto Ranieri, Presidente della Fondazione Mezziogiorno Europa già Viceministro agli Esteri, il Dott. Gian Filippo Santi, Sindaco del Comune di Formello.

Moderano i lavori il Dott. Vincenzo Prati, Ambasciatore e la Dott.ssa Ivana Minguzzi, scrittrice.

Sarà presente l’autore.

Nella speranza che Tu possa partecipare, insieme a familiari ed amici, Ti invio i più cordiali saluti.

La Segreteria dell'UCID Gruppo Lazio



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COMUNICATO STAMPA


MANAGEMENT ED ETICA, UCID E FEDERMANAGER

SIGLANO PROTOCOLLO D’INTESA REGIONALE


Roma – Martedì 1 ottobre 2019, presso la sede di Federmanager di Roma, l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID) e l’Unione Dirigenti Industriali Lazio hanno siglato un protocollo d’intesa regionale sui temi dell’etica e della responsabilità sociale d’impresa.

A sottoscrivere il documento sono stati il Sen. Riccardo Pedrizzi, Presidente di UCID Lazio, l’Ing. Giacomo Gargano, Presidente di Federmanager Roma e Unione Regionale Dirigenti Aziende Industriali del Lazio e, in rappresentanza del Movimento Giovani delle due organizzazioni, il Dott. Benedetto Delle Site e il Dott. Renato Fontana.

Oggetto del protocollo una sinergia a livello regionale fra l’UCID, che rappresenta gli imprenditori e i dirigenti i quali si ispirano al magistero sociale della Chiesa e lo declinano in campo sociale ed economico, e Federmanager, l’associazione maggiormente rappresentativa dei manager delle aziende industriali in Italia.

“Oggi che i temi dell’etica e della responsabilità sociale delle imprese sono tornati fortemente al centro dell’agenda globale – sottolineano Gargano e Pedrizzi – siamo chiamati a formare manager che siano i primi custodi del bene comune e della centralità della persona umana, in questo – aggiungono i dirigenti regionali delle due organizzazioni – è certamente un patrimonio da cui attingere il magistero sociale della Chiesa, inteso come sapienza interdisciplinare declinabile nella vita delle nostre aziende e richiamo autorevole a promuovere uno sviluppo umano integrale”.

“I Giovani di UCID e Federmanager – sottolineano i coordinatori Fontana e Delle Site – credono fortemente in un protocollo che vuole essere l’inizio di un nuovo eppure antico modo di concepire il management: leadership come servizio e sostegno ai più deboli, nell’ottica del principio di sussidiarietà circolare che deve vedere l’industria parte attiva di un nuovo modello di governance locale e globale. Con l’attuazione del protocollo – concludono i due responsabili – inizieremo a costruire dai territori modelli virtuosi che speriamo essere un domani vincenti”.

RASSEGNA STAMPA DELL’EVENTO

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Lo scorso 26 settembre si è tenuta, presso la prestigiosa sede del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana di Roma, la presentazione del libro ‘Il salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica’, Guida Editore, scritto dal senatore Riccardo Pedrizzi, Cavaliere di Gran Croce di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio L’evento è stato organizzato dalla Delegazione di Roma col supporto dell’UCID, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti.

Questo il messaggio inviato da S.E. il Presidente della Real Commissione per l’Italia Don Diego de Vargas Machuca, Cavaliere di Gran Croce di Giustizia decorato del Collare del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio:

"In qualità di Presidente della Real Commissione per l’Italia, mi compiaccio che sia stata promossa dalla Delegazione costantiniana di Roma e Città del Vaticano la presentazione, presso la prestigiosa sede del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, del libro ‘Il Salvadanaio. Manuale di Sopravvivenza economica’. Ne è Autore il confratello Sen. Riccardo Pedrizzi che, nel solco della Dottrina sociale della Chiesa, ha saputo offrire un prezioso strumento di conoscenza del mercato finanziario – bancario, al fine di salvaguardare il cittadino in una situazione evolutiva non sempre favorevole per il risparmio.
Rivolgo in primis un devoto pensiero a Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Gherard Ludwig Müller, Gran Priore della nostra Sacra Milizia. E quindi un deferente saluto agli altri Illustri Relatori, che ringrazio vivamente per la loro presenza. Un sentito saluto esprimo, infine, alle Autorità, ai Confratelli e a quanti hanno voluto partecipare alla presentazione dell’opera. Per la quale davvero auspico gradita accoglienza e pieno successo".

 

 

 

 

Cosa insegna la dottrina della Chiesa ai turbocapitalisti.

La riflessione di Pedrizzi

 

pubblicato sul portale di informazione online Formiche.net

 

 

 

 LA SINTESI DEL CONVEGNO AL PONTIFICIO ISTITUTO DI ARCHEOLOGIA CRISTIANA


Grande successo lo scorso giovedì 26 settembre per la presentazione a Roma, presso il Pontificio Istituto dell’Archeologia cristiana, del libro del Senatore Riccardo Pedrizzi “Il salvadanaio – Manuale di sopravvivenza economica – Ed. Guida 2019”. Promossa da UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) Lazio e dalla Delegazione di Roma e Città del Vaticano del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, la presentazione ha visto gli interventi del card. Gerhard Muller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina e la Fede, del deputato ed economista Stefano Fassina e dello scrittore Marcello Veneziani. Grande sintonia di vedute fra gli intervenuti sulla crisi di una economia finanziarizzata fondata sulla sola ricerca del profitto.

“Il sen. Pedrizzi – ha incalzato il Card. Muller – non ha fatto altro che applicare il motto di Pio XI che è alla base della Dottrina sociale della Chiesa: osservare la realtà, giudicarla ed agire sulla realtà stessa”.

“Oggi è evidente – ha sottolineato Fassina – come la dottrina sociale della Chiesa sia un patrimonio da cui attingere per criticare l’attuale paradigma economico, ed è sconcertante come proprio certi cattolici a sinistra pur disponendo di tale fonte siano stati subalterni al pensiero dominante tecnocratico. Dal libro – conclude l’ex responsabile economico del Pd – arriva una indicazione alla politica per una agenda di vere riforme”.

“La tradizione – ha concluso Veneziani – è l’unico argine alla deriva del tecno-capitalismo, come aveva capito già Pasolini. Il libro di Riccardo Pedrizzi mette al centro di tutto l’uomo integrale, che la modernità ha scisso in economico, sociale, religioso, fino a disintegrarlo”.

RASSEGNA STAMPA DELL’EVENTO

Osservatore Politico Internazionale

Eventi Culturali Magazine

Ex Partibus

Nuova Irpinia

Korazym.org

 

Carissimo,

sperando di farTi cosa gradita, invio il programma con annesso invito alla presentazione dell'ultimo libro del Sen. Riccardo Pedrizzi: "Il Salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica.", promosso dalla Delegazione di Roma e Città del Vaticano della Sacra Milizia Costantiniana, che si terrà a Roma, presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, sito in Via Napoleone III n.1 (nei pressi di Santa Maria Maggiore), in data giovedì 26 settembre 2019 alle ore 17:30. 

All'evento parteciperanno S. Em. R.ma il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, il giornalista e scrittore Marcello Veneziani e l’On.le Stefano Fassina. Coordinerà i lavori Eugenio Fatigante del quotidiano "Avvenire". Sarà presente l’autore.

Nella speranza che Tu possa partecipare, insieme a familiari ed amici, Ti invio i più cordiali saluti.

 

La Segreteria dell'UCID Gruppo Lazio
 

si prega di voler inviare eventuale conferma di partecipazione dell'evento.

 

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Teologia della liberazione o liberazione dalla teologia?

La cosiddetta teologia della liberazione sembra aver acquisito da qualche anno a questa parte un vero e proprio diritto di cittadinanza nell'ambito della Chiesa e del Mondo cattolico.

La prova ci viene fornita da un recente articolo pubblicato, come tutte le domenica, su “Il Sole 24 Ore” dal Cardinale Gianfranco Ravasi in occasione del cinquantenario (1969-2019) della pubblicazione del volume “Hacia una teologia de la liberacion” (Verso una teologia della liberazione) del giovane teologo Gustavo Cutierrez, testo tradotto tre anni dopo dalle Edizioni Queriniana di Brescia nota per aver pubblicato e diffuso da noi vari libri dei teologi eretici Hans King e Edward Schillebeeckx.

Il cardinale nel suo articolo scrive che il sintagma «“teologia della liberazione” sarebbe diventato un vessillo sventolato in tutta l'America Latina e una sorta di incubo invece in certi ambiti ecclesiastici, a partire dalle Curia Romana”»......

 

 

Carissimo,

sperando di farTi cosa gradita, Ti invio il programma con annesso invito all’evento: “Il Salvadanaio”, un libro per l’educazione finanziaria”, organizzata dalla Sezione UCID di Sora – Aquino – Pontecorvo – Cassino e BCC Credito Coperativo Federlus (Federazione Lazio Umbria Sardegna), che si terrà a Sora, presso la Sala San Tommaso D’Aquino della Curia, sita in Piazza Indipendenza – 03039 Sora, in data giovedì 25 Giugno 2019 alle ore 18:00.

Nella speranza che Tu possa partecipare, insieme a familiari ed amici, Ti invio i più cordiali saluti.

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per ulteriori informazioni: 348/3867032
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COMUNICATO STAMPA

Pedrizzi (Ucid): “La Chiesa non rinunci alla sua opera di testimonianza e di rappresentanza di tutto il mondo cattolico”

“La Chiesa ha il diritto dovere di pronunciare giudizi morali sulle questioni politiche, sociali, economiche e culturali, preoccupandosi però di non dare la sensazione di essere legata a un particolare modello di vita sociale, o ad un determinato sistema politico o ideologico di parte, proprio per conservare meglio la propria libertà d’azione nell’opera di evangelizzazione ed evitare di creare inutili divisioni nel popolo di Dio”. Lo dichiara Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale del Comitato Tecnico Scientifico dell’Ucid (Unione cristiana imprenditori, dirigenti e professionisti) in merito al dibattito in corso sul ruolo della Chiesa in politica e sulle polemiche originatesi in campagna elettorale.

Secondo Pedrizzi, la Chiesa “non può tralasciare il suo ruolo di rappresentanza di tutti i suoi fedeli in ogni ambito politico, di qualsiasi posizione esse siano. Diversamente si rischia di creare disorientamento nella comunità cristiana che chiede di essere rappresentata in tutte le sue sensibilità e di dialogare con tutti, a prescindere da chi stia al governo”.

Nel merito delle posizioni del Vaticano sulla questione dell’immigrazione e dell’inclusione sociale, secondo Pedrizzi, “bene fa la Chiesa a ricordare che bisogna praticare nei fatti e nei comportamenti la carità cristiana e la solidarietà, garantendo un trattamento umano e civile agli immigrati la cui dignità di persona non deve mai e per nessuna ragione essere disconosciuta, ma è necessario anche conciliare lo spirito di accoglienza con il realismo e la responsabilità di chi anche da cristiano è chiamato a garantire il rispetto delle leggi, dell’ordine pubblico, delle regole della civile convivenza, della salvaguardia della salute dei cittadini italiani e della vita degli stessi immigrati”.

Pedrizzi sottolinea infine come “sia fondamentale evitare che i convincimenti espressi da taluni esponenti ecclesiastici possano apparire come ispirati da posizioni ideologiche anziché dal messaggio evangelico e dal magistero della Chiesa. È per questo necessario che ora la stessa fermezza utilizzata sul tema dell’immigrazione sia esercitata allorquando partiti o esponenti politici promuovano provvedimenti o visioni in contrasto con la difesa della vita a partire dal suo concepimento, della famiglia naturale fondata sul matrimonio e della persona umana nella sua integralità secondo l’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa”.

“E’ in gioco, conclude Pedrizzi, il ruolo stesso della Chiesa come guida e fonte di ispirazione nelle scelte dei Cattolici italiani”.

Riccardo Pedrizzi

Presidenza Nazionale C.T.S. Comitato Tecnico Scientifico dell’Ucid

 

Segreteria Nazionale C.T.S. Comitato Tecnico Scientifico

Piazza Roma, 4 Sc/ C - 04100 LATINA                    Via delle Coppelle, 35 - 00186 ROMA                tel. 0773/480553 fax: 0773/412412                          tel. 06/86323058 fax: 06/94804638                web: http://ucid.it/gruppolazio/                                  web: http://ucid.it/                                        [email protected]: [email protected]                                [email protected]: [email protected]

 

 

Carissimo,

sperando di farTi cosa gradita, Ti invio il programma con annesso invito all'evento: "L'educazione finanziaria per la tutela del risparmio e degli investimenti", organizzata dalla Sezione UCID di Frosinone e BCC Credito Coperativo Federlus (Federazione Lazio Umbria Sardegna), che si terrà a Frosinone, presso la Vialla Comunale di Frosinone sita in Via Marco Tullio Cicerone n.31 - 03100 Frosinone, in data giovedì 11 Aprile 2019 alle ore 17:00. 

Nella speranza che Tu possa partecipare, insieme a familiari ed amici, Ti invio i più cordiali saluti.


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Comitato Tecnico Scientifico

“Forum permanente sui valori dell’Imprenditorialità illuminata dalla fede"


Carissimo, sono lieto di invitarLa all’appuntamento di martedì 12 febbraio 2019 alle ore 11.00

presso l’Istituto Luigi Sturzo, Via delle Coppelle,35 - Sala Perin del Vaga.

Saranno con noi le autorevolissime personalità:


Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano

il Dott. Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria

il Gen. B. Giuseppe Arbore, Capo del III Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza

 

Le ricordo che al termine sarà offerto un light lunch.

RingraziandoLa per una cortese risposta di conferma, La saluto molto caramente.
 

Riccardo Pedrizzi
Presidente Comitato Tecnico Scientifico

 

 

La nuova Via della Seta: un'opportunità o un suicidio

Si è tenuto nei giorni scorsi il meeting su "Le banche e l'Europa. Quale prospettive per il credito alle famiglie e alle imprese", organizzato dalle Fondazioni Farefuturo e New Direction, con la partecipazione dei principali attori del sistema bancario che si sono confrontati con parlamentari e rappresentanti del sistema delle imprese e dei risparmiatori. Hanno Partecipato, tra gli altri, Alberto Bagnai, presidente Commissione Finanze Senato, i sen. Andrea De Bertoldi e Franco Zaffini, Letizia Giogianni, presidente della Associazione risparmiatori truffati dalle banche, Gianluca Brancadoro, presidente Comitato sorveglianza Carige, Augusto Dell'Erba, presidente FederCasse, Beniamino Quintieri, presidente Sace, Riccardo Pedrizzi, presidente Comitato scientifico nazionale UCID.

Nel corso del meeting sono state anche presentate due proposte di legge volte a "sanare" la crisi creditizia e sociale determinata dalla grande crisi, sia sul fronte dei NPL che delle case all'asta.

La prima proposta riguarda appunto i crediti deteriorati ceduti a terzi, per i quali si prevede la possibilità per il debitore di riscattare il proprio NPL con modalità concordata e ad un valore definito nella procedura già attivata dalla banca per la cessione del NPL.

La seconda proposta consente ai titolari di prima casa posta all'asta di potersi riappropriare del bene attraverso una procedura concordata con la banca.

Di seguito riportiamo l'intervento del Sen. Riccardo Pedrizzi, Presidente Nazionale del Comitato Tecnico Scientifico dell'UCID.

…..........................

Il premier Giuseppe Conte, ricevendo il premio Donato Menichella al Senato ha assicurato ai risparmiatori “la liquidazione diretta o comunque rapida degli indennizzi a tutti”, con “soluzioni innovative resistenti al vaglio della UE” ed ha anche promesso alle banche locali (Popolari e BCC) l'impegno del Governo “a fare il necessario per un loro rafforzamento nel rispetto delle regole del mercato”. Questa presa di posizione segue quelle di altri esponenti dell’Esecutivo che intendono riconsiderare la “riforma” delle Banche popolari e delle Banche di credito cooperativo introdotta dal Governo Renzi; poi la sentenza del Consiglio di Stato che, alla fine di ottobre, ha rinviato alla Corte di Giustizia Europea la decisione sulla legittimità della stessa riforma; infine la recente sentenza del Tribunale di giustizia europea che ha sancito come la Commissione Ue nel 2015, bloccando la possibilità di utilizzare il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per salvare Banca Tercas, abbia operato in modo giuridicamente illegittimo, sono questi tutti fatti che pongono il sistema bancario al centro delle discussioni e del dibattito politico sia in ambito nazionale che europeo. Per tutte queste contingenze il tema della crisi e dell’evoluzione del sistema bancario è tornato prepotentemente d’attualità nel nostro Paese

 

 

Convegno

La provincia italiana (Bassiano) e le banche di prossimità: un patrimonio da salvaguardare

Bassiano 22/12/2018

L'amore per le proprie tradizioni, per le proprie radici va assumendo sempre più un ruolo strategico nel creare le condizioni per un nuovo modello di sviluppo.

Il rischio e la conseguente paura di essere omologati nel mare magnum, nell'oceano della globalizzazione ha indotto i popoli, ma sopratutto le comunità più piccole a marcare sempre più le differenze, esaltando sempre più le specificità, recuperando sempre più il cosiddetto “genius loci” lo “spirito dei luoghi” che ha sempre dato l'impronta ai nostri prodotti, il nostro made in Italy, il nostro patrimonio culturale, il nostro retaggio religioso. Tutto questo “pacchetto” di spirito dei luoghi, di sentimenti, di tradizioni, dovrà e potrà servire per essere competitivi, per costruire fattori di tutela dell'ambiente, di creazione di nuove iniziative artigianali e di PMI, e sopratutto essere la leva per sviluppare il turismo.

Gli italiani non hanno un forte senso dello Stato, ma hanno un fortissimo senso della comunità locale, un grande attaccamento alla propria terra. Il nostro è il Paese delle mille città ognuna delle quali si sente la capitale della repubblica, o meglio, del Regno. E' il Paese delle differenze coltivate e vantate. E' il Paese del “museo diffuso”, gran parte del quale a cielo aperto, che dilaga nelle piazze, nelle strade, occupa la campagna e le città antiche e moderne, fin nelle pieghe e lande più lontane e dimenticate della penisola.....

Riccardo Pedrizzi

La provincia italiana (Bassiano) e le banche di prossimità: un patrimonio da salvaguardare

 

 

Navarro Valls e Giovanni Paolo II

Il merito di Paolo Arullani è quello di aver "pensato" a questo libro, ma sopratutto di averlo scritto in modo che sembri che Joaquin Navarro Valls continui a parlarci, a riproporci le sue riflessioni, a darci ancora delle indicazioni, recuperando e riportandoci pensieri e parole di quello che è stato - secondo chi scrive - il più grande Papa del nostro tempo: San Giovanni Paolo II.

E riesce a farlo, l'autore del libro,attraverso ricordi anche se frammentari ma spontanei e facendo parlare qualche amico di Navarro: il Cardinale Stanislaw Dziwisz; Gianni Letta; Beatrice Lorenzin già Ministro della Salute; Sergio Marchionne; Mario Moretti Polegato, imprenditore di successo.

Da questo libro emerge, infatti – e Dio sa quanto sia necessario ed importante in questo particolare momento che sta attraversando la Chiesa ed il mondo cattolico – e viene ricordata, attraverso le parole riportate e gli scritti riproposti di Navarro, la figura gigantesca di Giovanni Paolo II.

Ancora una volta i due personaggi si completano ed appaiono inscindibili. Pensare all'uno ci porta inevitabilmente a pensare all'altro.

Voglio, però, in questa segnalazione del libro di Paolo Arullani soffermarmi solamente su due aspetti della figura di Navarro: il primo riguarda il ruolo che ebbe come direttore della Sala Stampa del Vaticano e come portavoce di Giovanni Paolo II, ed in parte, di Benedetto XVI sulla scena internazionale, legato peraltro ad una mia esperienza personale.

Arullani lo accenna solamente nel suo libro, riferendosi all'apporto determinante che Joaquin dette come rappresentante della Santa Sede alla Conferenza delle Nazioni Unite al Cairo nel 1994, a Copenaghen, a Pechino (1995) ed a Istambul (1996) per tentare di raddrizzare la deriva antinatalista ed abortista.......

Riccardo Pedrizzi

JAOAQUIN NAVARRO-VALLS Ricordi, scritti, testimonianze

 

 

L'importanza dell'educazione finanziaria

Sono stati oltre 200 gli eventi per diffondere l'educazione finanziaria che si sono svolti in 70 città in ottobre che hanno impegnato teatri, musei; biblioteche e scuole. Si è cominciato all'inizio del mese a Roma, si è finito il 31 ottobre con la giornata mondiale del risparmio. Mai come in questa particolare congiuntura storica (spreed e situazione delle banche, ecc. ecc.) iniziative di questo tipo e di questa portata sono apparse opportune. Secondo S&P nessun Paese fra i 7 grandi fa e sta peggio di noi e quando dai concetti base dell'economia in generale si passa a cercare qualche rudimento di finanza, i numeri peggiorano ancora. Solo 9 italiani su 100 hanno mostrato di aver chiare le tutele offerte dalla diversificazione degli investimenti. Proprio nei giorni precedenti al mese di ottobre il Sottosegretario Massimo Bitonci aveva presentato il Rapporto annuale della Consob sul Risparmio dal quale era emerso innanzitutto la discrepanza tra il giudizio che gli intervistati danno di se stessi e la realtà. Noi italiani siamo presuntuosi e per il 40% dichiarano di avere un livello elevato di conoscenze finanziarie, mentre solo il 28% dimostra di avere una cognizione effettiva: l'80% del campione (parliamo – badate - di risparmiatori non di quisque de popolo) non ha alcuna nozione di probabilità, il 50% si dichiara avverso a qualsiasi rischio, il 60% non tollera alcun tipo di perdita, solo il 10% riesce a confrontare i vari prodotti finanziari. Pochi usano strumenti di pagamento digitali ed internet (solo il 20% contro il 45% della media degli europei). I portafogli non sono diversificati. Sono numeri da emergenza. Per affrontarla, questa emergenza il decreto banche di fine 2016 (quello che ha salvato Mps, per intendersi) creò il Comitato per l'educazione finanziaria e lo si deve al Sen. Marino, Presidente della Commissione Finanze. Con queste iniziative si proverà a dare agli italiani gli strumenti indispensabili per tenere al riparo i risparmi dalle tempeste, dai rischi di investimenti sbagliati, dalle vendite fraudolente che fanno saltare troppi portafogli. E' una sfida complicata. I soliti detrattori, quelli ai quali non va mai bene niente, continuano a dire che il Comitato governativo per l'Educazione Finanziaria (Edufin), è un'invenzione del governo del 2016 e di certi economisti per ribaltare sui risparmiatori responsabilità negli scandali finanziari. La colpa è dei cittadini – si dice – che sono ignoranti in materia finanziaria.........

Riccardo Pedrizzi

Educazione finanziaria e Welfare aziendale

 

 

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Evento dell'UCID Gruppo Lazio.

Il Gruppo UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) del Lazio organizza la tradizionale cena di apertura dell'Anno Sociale 2019 per giovedì 14 marzo prossimo, alle ore 20:00 presso "Spazio 900", Palazzo dell'Arte Antica, sito in Piazza Guglielmo Marconi, 26/B, zona Eur, 00144 Roma.
    Nell'occasione dopo l'introduzione del Senatore Riccardo Pedrizzi, Presidente Regionale dell'UCID Lazio e Presidente Nazionale del Comitato Tecnico Scientifico,
interverranno il Presidente del Senato della Repubblica, la Sen. Avv. Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Presidente del Parlamento Europeo, On.le Dottor Antonio Tajani, il Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, On.le Dottor Claudio Durigon, il Presidente della VI Commissione Finanze e tesoro del Senato della Repubblica, Sen. Alberto Bagnai, S. Em. Rev.ma il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, S. Ecc. Rev.ma il Vescovo Paolo Schiavon, Consulente Ecclesiastico del Gruppo UCID Lazio.

  
                                                             La Segreteria UCID
Gruppo Regionale Lazio
 
il costo della cena è di 50 euro p. p.
R.S.V. P. entro  l'11 marzo 2019.
ai seguenti numeri 0773/480553 – 06/86323058 – 06/86399042
[email protected][email protected][email protected]
 
Segreteria UCID Gruppo Lazio
Piazza Roma, 4 Sc/ C - 04100 - LATINA
tel. 0773/480553   fax: 0773/412412
http://ucid.it/gruppolazio/
www.facebook.com/ucidlazio/
www.interventonellasocieta.altervista.org
[email protected]

 
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Un partito per i cattolici? Ma...

Il mondo cattolico sta vivendo da anni un forte disagio perché stenta a ritrovarsi nei partiti che attualmente occupano la scena politica e che di fatto mortificano i moderati di tutti gli schieramenti. Nella cosiddetta Seconda Repubblica, ai tempi della esperienza di democrazia maggioritaria (Prodi contro Berlusconi) il bipolarismo costringeva i due schieramenti a privilegiare “il Centro”; anzi vinceva proprio chi conquistava quest'area. Dopo le elezioni del 4 marzo dello scorso anno praticamente il Centro non esiste più, ma prima o poi questo vuoto dovrà pur essere riempito.

Questo mondo, che bene o male coincide grosso modo con il mondo cattolico, sta facendo da qualche tempo discutere tanto da suscitare convegni che si vanno organizzando in vari ambienti e su tutto il territorio nazionale, nei quali politici, uomini di cultura e anche di Chiesa si interrogano sulle ragioni di un eventuale impegno diretto dei cattolici in politica.

Di fronte perciò ad un futuro che si presenta assai incerto molti cattolici – e persino qualche esponente della stessa gerarchia - stanno maturando, rispetto agli ultimi decenni, una posizione nuova, che poi è antica, oltre i partiti attualmente “sulla piazza”.

 

 

Rassegna Stampa - Comitato Tecnico Scientifico dell'UCID - Pedrizzi (Ucid): “Da Torino un messaggio forte al governo dagli imprenditori. Cattolici in prima fila per lo sviluppo eticamente sostenibile”

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Carissimo,

sperando di fare cosa utile e gradita, inviamo la rassegna stampa relativa alle dichiarazioni del Sen. Dott. Riccardo Pedrizzi, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell'UCID: “Da Torino un messaggio forte al governo dagli imprenditori. Cattolici in prima fila per lo sviluppo eticamente sostenibile”

Cordiali saluti.

CLICCA SUI TITOLI SOTTOSTANTI PER CONSULTARE I DOCUMENTI

Osservatore Politico Internazionale - Pedrizzi: "Da Torino un messaggio forte al governo dagli imprenditori. Cattolici in prima fila per lo sviluppo eticamente sostenibile.

SIR - Tav: UCID, "al fianco del mondo produttivo italiano nella battaglia del fare"

Ansa - Manovra: UCID, da Torino messaggio forte dagli imprenditori

Secolo d'Italia - L'Ucid contro il governo: "Basta vincoli sulle opere, più etica nell'economia"

Latina Oggi - Dalla TAV all'Autostrada, le voci che dicono si

 

Buongiorno,

Oggetto: Comunicato Stampa - Pedrizzi (Ucid): “Da Torino un messaggio forte al governo dagli imprenditori. Cattolici in prima fila per lo sviluppo eticamente sostenibile”

inviamo il comunicato stampa del Presidente Comitato Tecnico Scientifico dell'UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti), Sen. Riccardo Pedrizzi, per la cortese pubblicazione.

Tanti ringraziamenti e Cordiali saluti.

 

Comunicato stampa

Pedrizzi (Ucid): “Da Torino un messaggio forte al governo dagli imprenditori. Cattolici in prima fila per lo sviluppo eticamente sostenibile”

“L’imprenditoria cattolica è al fianco del mondo produttivo italiano nella battaglia del ‘fare’, per liberare l’economia del Paese dai vincoli burocratici, dalla morsa fiscale e dai veti politici nella realizzazione di opere e infrastrutture pubbliche che mai come oggi vanno immaginate e realizzate in una logica di sviluppo e di coesione sociale e non nell’ottica del profitto e dell’utile a tutti i costi”. Riccardo Pedrizzi, presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell'UCID (Unione cristiana imprenditori, dirigenti e professionisti), commenta così l’appuntamento di ieri a Torino con circa 3000 imprenditori e 12 associazioni per dire “SI” alla realizzazione di infrastrutture, ferroviarie e per chiedere al governo politiche che diano ossigeno e forza all’imprenditoria in una fase delicatissima in cui si rischia una nuova possibile recessione”.

“L’obiettivo delle politiche economiche e industriali del Paese – spiega ancora Pedrizzi a nome del’Ucid, – deve essere quella di costruire un’economia eticamente sostenibile, che generi benessere vero e non assistenzialismo, un’economia costruita intorno alle persone e che viva di produzione reale, non di interventi tampone o di veti politici su opere che possono aiutare a superare il gap infrastrutturale tra le varie aree del Paese e nei confronti dell’Europa intera. Alcune migliaia di imprenditori cattolici iscritti all’Ucid e tutti coloro che si riconoscono nella dottrina sociale della Chiesa sono al fianco dei colleghi in tutte le iniziative apolitiche che hanno come obiettivo quello di stimolare l’azione della classe dirigente verso obiettivi comuni”.

Roma, 5 dicembre 2018

 

Segreteria UCID Gruppo Lazio Piazza Roma, 4 Sc/ C - 04100 - LATINA tel. 0773/480553 fax: 0773/412412 web: http://ucid.it/gruppolazio/ facebook: www.facebook.com/ucidlazio/ twitter: https://twitter.com/UcidGruppoLazio [email protected]: [email protected]

 

Comunicato

Roma, 8.11.2018

 

Forum permanente sui valori dell’Imprenditorialità illuminata dalla fede

Martedì 13 novembre, ore 11, Istituto Sturzo

“Recuperare la dimensione etica e spirituale nel mondo dell’economia e della finanza, per riconoscere dignità al lavoro e restituire all’impresa il suo ruolo sociale a servizio della comunità e del bene comune”. È questo il compito dell’UCID, Unione cristiana imprenditori, dirigenti, e professionisti, secondo il presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione, sen. Riccardo Pedrizzi. Soprattutto in questa particolare congiuntura storica, per il presidente CTS Pedrizzi, occorre “creare un circuito virtuoso per un progetto di sviluppo comune che si sposi con un'economia eticamente sostenibile, che generi benessere vero; un'economia costruita intorno alle persone e che viva di produzione reale, non di castelli finanziari destinati a franare sotto il peso della speculazione”.

In questa ottica il CTS, a partire dal prossimo 13 novembre, avvia un nuovo ciclo di incontri con autorevoli esponenti del mondo della Chiesa, dell'imprenditoria e delle professioni, che cercheranno di riportare l'UCID e, in generale, il mondo cattolico al centro del dibattito culturale e politico. A questo primo evento saranno presenti il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo emerito di Ancona-Osimo, il dottor Antonio Fazio, già Governatore della Banca d’Italia, il professor Giulio Sapelli, economista. All’incontro sarà presente l’onorevole Massimo Garavaglia, Sottosegretario al Ministero dell’economia e delle Finanze.

L’appuntamento è per martedì 13 novembre alle ore 11,00 presso l’Istituto Sturzo, sala Perin del Vaga, in via delle Coppelle, 35.

Il Comitato Tecnico Scientifico dell’UCID, per il presidente Pedrizzi, “può svolgere un ruolo importante e strategico di competenza, aggregando intelligenze, cultura, e risorse spirituali, anche esterne, intorno a un'idea di società e di mercato non piegata esclusivamente alla logica del solo profitto”. Nella convinzione che “alla crisi finanziaria ed ai disastri prodotti dall'economia speculativa del Terzo Millennio, solo la Dottrina sociale della Chiesa può dare una risposta adeguata ed attuale”.

la rassegna stampa del Comitato Tecnico Scientifico dell'UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) per l'evento: "Forum permanente sui valori dell’Imprenditorialità illuminata dalla fede", tenutosi in data 13/11/2018 presso l'Istituto Luigi Sturzo a Roma.

Cordiali saluti.

 

CLICCA SUI TITOLI SOTTOSTANTI PER CONSULTARE I DOCUMENTI

Comunicato Stampa - 8-11-2018 - Forum permanente sui valori dell’Imprenditorialità illuminata dalla fede

Agensir.it - 8 -11-2018 - Lavoro Pedrizzi (UCID), "creare un circuito virtuoso per uno sviluppo che si sposi con un'economia eticamente sostenibile"

Secolo d'Italia - 11-11-2018 - Un'economia "illuminata" dalla fede: anche Antonio Fazio al Convegno UCID

Osservatore Politico Internazionale - 12-11-208 - Forum permanente sui valori dell'imprenditorialità illuminata dalla fede

9Colonne - 13-11-2018 - Imprese: a Roma al via Forum Unione Cristiana Imprenditori

Avvenire - 14-11-2018 - Fazio: "La Ue non può venire a dettare la linea in Italia"

Osservatore Politico Internazionale - 14-11-2018 - L'Euro e il "bradisismo" di Fazio

Osservatore Politico Internazionale - 14-11-2018 - Perché è necessario riportare l'etica nell'economia e nella finanza

Secolo d'Italia - 15-11-2018 - Antonio Fazio al convegno dell'UCID: lezioni di economia senza sconti all'Europa

Il Tempo - 15-11-2018 - Nuova squadra per l'etica nell'economia e nel lavoro

 

Segreteria UCID Gruppo Lazio Piazza Roma, 4 Sc/ C - 04100 - LATINA tel. 0773/480553 fax: 0773/412412 web: http://ucid.it/gruppolazio/ facebook: www.facebook.com/ucidlazio/ twitter: https://twitter.com/UcidGruppoLazio [email protected]: [email protected]

 

 

Per una vera pace fiscale

In contemporanea con la pubblicazione del decreto fiscale del governo "populista" giallo-verde (Movimento 5 Stelle e Lega), che introduce la cosiddetta “pace fiscale” (Titolo I, Capo I), prevede varie semplificazioni (Capo II) e la riduzione delle tasse sulle Partite IVA, la CGIA di Mestre ha presentato una ricerca che fa una ricognizione a tutto campo sul nostro sistema fiscale dalla quale emerge che sono oltre 100 le tasse che gravano sugli italiani con una pressione tributaria tra le più pesanti d'Europa. Solo due di queste imposte hanno assicurato nel 2017 più della metà del gettito totale (54,4%). L'Irpef (l'imposta sulle persone fisiche) ha dato allo Stato 169,8 miliardi di euro, pari al 33,8%, cioè un terzo del totale; l'IVA (l'imposta sul valore aggiunto) ha prodotto 108,8 miliardi di euro, pari al 21,6%. A queste tre imposte più “redditizie”, si aggiungono l'IRE (imposta sul reddito delle società) per 34,1 miliardi di euro, l'imposta sugli oli minerali per 26 miliardi di euro e l'IRAP per 22,4 miliardi.

Alla luce di questi dati l'Ufficio Studi dell'associazione di Mestre, ben noto per le sue centrate rilevazioni di carattere economico finanziario, ritiene che sia improrogabile una seria riforma fiscale, che preveda solo una decina di imposte al fine di consentire ai contribuenti italiani una riscossione più razionale, meno farraginosa, con minori scadenze più concentrate nel tempo, con adempimenti più semplificati, che, oltretutto, si presterebbe meglio al contrasto dell'evasione (Euro 108 miliardi all'anno ma secondo uno studio dell'Università Cà Foscari ammonterebbe dai 124,5 ai 132,1 miliardi di euro) e dell'elusione...

 

 

 

 

Convegno Policlinico Gemelli 23/11/2018

Intervento del Sen. Riccardo Pedrizzi

Il campo di mia competenza è quello dell'economia e della finanza, della legge di stabilità e dello spreed non certamente quello della sanità. Per questo stamattina mi limiterò ad alcune riflessioni di carattere generale, non senza aver prima portato i saluti e le scuse per la sua impossibilità a partecipare a questo convegno, del Presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio, l'On.le Pino Simeoni che mi ha dato la sua disponibilità per affrontare i problemi che sono stati elencati e prospettati dai professori che mi hanno preceduto.

Negli ultimi tempi si è fatto sempre più evidente il processo di spersonalizzazione in tutti i settori: la macchina ha sostituito l'uomo, il computer le intelligenze, internet i rapporti umani (le banche si svuotano di dipendenti) e la specializzazione spinta ha vivisezionato l'essere umano. Ma è sopratutto nella medicina che questa rivoluzione è rilevabile

Qui la scienza sembra avere come finalità la cura di “qualcosa” - la malattia – anziché la cura di “qualcuno”, cioè la persona malata.

Questo avviene perché la metodologia della scienza moderna consiste esclusivamente nei tre momenti/fattori dell'“osservare”, dell'“elaborazione” di “ipotesi” e del “verificare”.

E' il metodo delle scienze positive, o positiviste, e sperimentali che vede ed esamina tutte le realtà materiali, che ci stanno intorno, che vengono misurate, pesate, calcolate, quantificate. E che, indubbiamente, ci hanno portato ai risultati strabilianti che sono sotto gli occhi di tutti.

Ma tutto questo è sufficiente a far entrare in contatto il medico curante con la realtà più profonda dell'uomo ammalato?

Gabriel Marcel, il grande filosofo cattolico, autore di testi fondamentali come “Essere e avere”, “Il mistero dell'essere” sviluppa proprio tutta la sua opera su chi sia l'uomo, quale sia il significato della sua vita e la direzione della sua esistenza.

Quando viene applicato solo la metodologia positivistica e sperimentale non si corre il rischio di perdere di vista “la persona” ed ancor di più “la sofferenza” del paziente, che è sempre personale, sempre diversa da persona a persona, anche persino quando la diagnosi è la stessa?

Quando un medico ragiona solo secondo questi parametri e pensa che la vera ed unica conoscenza sia solo quella scientifica, quel medico non rischia di considerare il paziente solamente un oggetto?

L'essere umano - è questa la riflessione di Giovanni Paolo II – nella lettera Apostolica “Salvifici Doloris” non è “qualcosa” ma “qualcuno”, che chiede al suo medico di andare oltre la diagnosi e la terapia e pretende persino di conoscere il significato della sua malattia, perché capisce che se riesce a dare un significato alla propria malattia forse soffre meno. Per questo chiede sempre di essere ascoltato e di non essere lasciato solo nella sua sofferenza. “Con chi soffre non bisogna avere mai fretta” ripeteva Giovanni Paolo II.

Proprio per questo il paziente si affida completamente al suo medico.

Oggi la specializzazione in medicina comporta che il paziente debba essere seguito da più specialisti, per cui spesso perde la consapevolezza di chi sia il “suo” medico. Sopratutto in un ospedale, in un grande ospedale, il malato può perdere l'orientamento e può avere la sensazione di essere considerato un pacco postale che viene spostato da un ambulatorio all'altro.

Questo non capita ai pazienti di questo ospedale e di questo reparto che sono stati sottoposti ad un intervento delicato e difficile come quello della DBS.

Nel 1996, il primo impianto in Italia è stato effettuato proprio al Gemelli. Da allora i numeri sono assai significativi. Negli ultimi 5 anni i pazienti presi in carico e seguiti sono stati più di 600 dei quali oltre il 50% vengono da fuori Regione. Questo ospedale è riuscito a trasferire la ricerca al letto del paziente, facendo formazione per centinaia di tirocinanti e coinvolgendo migliaia di dipendenti in iniziative formative.

Tutti i dati sono riportati nell'ultimo Bilancio di Missione, quello del 2017.

Si tratta, dunque, di una struttura di eccellenza che fa onore alla tradizione propriamente cattolica del servizio all'uomo ed al suo benessere, e che fa del Gemelli veramente un “ospedale umano”, che ha saputo e sa e deve andare oltre ad una impostazione solo aziendalistica della sanità, che pur dovendo fare i conti tra i costi e ricavi, deve riuscire a coniugare valori di assistenza e produttività, efficienza e qualità, giustizia sociale e solidarietà.

Valori che certamente non possono essere soddisfatti dai soli meccanismi del mercato.

scarica il programma dell'evento

 

 

Il Sud va, ma arranca ancora

Il 2017 non si è chiuso del tutto negativamente per il Mezzogiorno d'Italia e per il secondo anno consecutivo i dati arrivati da "Checkup Mezzogiorno" (Centro Studi di Confindustria) e dal Centro Studi Ricerche del Mezzogiorno di Intesa San Paolo ci dicono che il SUD è in ripresa, nonostante la mancanza di efficaci politiche di interventi strutturali del governo e, sopratutto, nonostante l'indifferenza nei confronti del problema di tutte le forze politiche, nessuna esclusa.

Il Pil infatti è aumentato del 1,3 nel 2017 ed era già nel 2016 cresciuto dello 0,9%, dopo il +1% del 2015 e dovrebbe continuare a aumentare anche nel 2018 dell'1,1%. Il valore aggiunto è salito nel 2017 di 2,5 miliardi, mentre calano indebitamento ed oneri finanziari.

Si rafforza, inoltre, la natalità delle imprese. Alcuni numeri: sono nate 17 mila società di capitali nel terzo trimestre 2017, ad un ritmo quasi doppio del Centro-Nord; è aumentata la quota di imprese con 10-49 addetti (+0,2%), 6 mila imprese in rete (mille in più nella seconda parte dell'anno), 3 mila aziende femminili in più rispetto al secondo trimestre dell'anno che si è chiuso. Anche l'andamento dell'export ha fatto registrare un +8,6% rispetto al terzo trimestre 2016 (+7,2% il dato del Centro-Nord). Le esportazioni in Lucania ad esempio l'anno scorso sono salite più di qualsiasi altra regione per la Jeep che Sergio Marchionne fa costruire a Melfi, cosi come in Campania per quelle della Fiat Chrysler e di Leonardo. Ed il turismo è cresciuto nel 2016; arrivi e presenze sono aumentati del 4,3%, un punto e mezzo in più del Centro-Nord. E' un trend positivo non “occasionale”, dunque, che dura da tre anni e che continua a consolidarsi. La ripresa del Sud d'Italia è stata sostenuta sia dalla domanda interna, sia dal rilancio degli investimenti, più vigorosi nell'industria e nel settore delle costruzioni (+9,6% nel 2015 e +8,7 nel 2016). Sono tornati col segno più anche gli indici di produzione manifatturiera: nel 2015-2016 con una crescita complessiva del 7%, oltre due volte superiore a quella registrata nel resto del Paese.

L'irrilevanza del mondo cattolico

L'eclissi del cattolicesimo politico è oggi un dato di fatto incontrovertibile e lo confermano i risultati delle ultime elezioni politiche che hanno visto l'elezione di pochissimi esponenti del mondo cattolico.

E' il 1994, perciò, che sancisce l'avvenuta diaspora dell'elettorato cattolico verso una molteplicità di formazioni politiche. In particolare si orientò verso il Polo delle libertà il 50%, verso i Progressisti il 30% e verso il Centro il 20% dei cattolici praticanti.

Essa era iniziata fin dagli anni 60, anche se i cattolici votavano compatti per la Democrazia Cristiana, ed era proseguita con le sconfitte subite in occasione dell'introduzione dell'istituto del divorzio nel nostro ordinamento, con la vittoria degli abortisti nel referendum promosso dai radicali e, poi, con il nuovo diritto di famiglia, la revisione del Concordato tra lo Stato e la Chiesa, l'eliminazione dell'insegnamento della religione cattolica, come materia di studio obbligatorio nelle scuole di ogni ordinamento e grado. E cosi via... fino ad arrivare al riconoscimento delle unioni civili (i matrimoni tra omosessuali) ed all'introduzione con la DAT (dichiarazione anticipata di trattamenti) delle pratiche di eutanasia.

Ciononostante, ancora nel 1992, la Democrazia Cristiana continuava a raccogliere il 50% di tutti i consensi dei cattolici praticanti, che anche alla vigilia della disintegrazione della Balena bianca, la consideravano sempre il proprio partito di riferimento.

Impresa familiare e globalizzazione

Ci sono degli stereotipi, delle leggende metropolitane “delle” e “sulle” imprese familiari che facilmente possono essere smontati. Si dice che sarebbero tutte piccole, che durerebbero di meno nel tempo, che non crescerebbero, che mancherebbe la meritocrazia, che avrebbero una bassa capitalizzazione.

Invece l'impresa familiare è fortissima e non solo per i valori che incarna.

Perché ha un azionariato più stabile e da più garanzie sul lungo termine; perché non è legata ai valori di borsa e perché è fortemente legata al territorio d'appartenenza.

Basta fare analisi serie per uscire dai luoghi comuni con cui vengono descritte le imprese familiari. Si scopre così come siano proprio le imprese familiari a dare continuità e stabilità ad una politica economica, infatti il controllo familiare si traduce in vantaggio competitivo per l'ottica di lungo termine.

Le aziende familiari inoltre tendono ad essere meglio patrimonializzate. Il loro indebitamento è in media inferiore del 20% rispetto alle concorrenti a controllo pubblico, così come inferiore è la quota di utili destinata ai dividendi perché si preferisce lasciarli in azienda. Oltretutto si fanno maggiori investimenti.

Questa maggiore attenzione alla solidità di bilancio produce una crescita maggiore di fatturato, di margini e flussi di cassa.

Qualche numero: le imprese su base familiare rappresentano il 90% del totale del pianeta. Secondo il Boston Consulting Group il 33% delle società americane, il 40% di quelle francesi e tedesche sono ancora controllate da famiglie. Questo vale anche per l'Italia dove le imprese familiari rappresentano il 61% della Borsa di Milano ed il 59% delle società con fatturato oltre i 50 milioni di euro.

La public company, dunque, non è l'unico modello possibile ed il capitalismo familiare non è più considerato come un'eccezione rispetto a quel modello.

Emmanuel Macron, il finto europeista

E la minaccia per la libertà economica, per gli scambi commerciali sarebbe stato il Presidente degli USA, Ronald Trumph ? Ed il pericolo per la circolazione delle idee e per internazzionalizzazione della cultura sarebbe il Premier ungherese Viktor Orbán?

Mentre Emmnuel Macron avrebbe dovuto incarnare l'ideale liberista e liberale e sarebbe dovuto essere il campione della solidarietà trai Paesi europei. Proprio per questo fu acclamato da tutti all'esito delle elezioni francesi e, sopratutto, per aver disinnescato la bomba sovranista “Marin Le Pen”. Erano tutti macroniani da noi in Italia, poco più di sette mesi fa: a partire da Matteo Renzi “La vittoria di Macron scrive una straordinaria pagina di speranza per la Francia e per l’Europa. En Marche! In cammino”; il premier Paolo Gentiloni “Evviva Macron, una speranza si aggira per l’Europa”; Angelino Alfano, titolare degli Esteri “Può brindare la Francia e può brindare chi crede nell’Europa della libertà, della sicurezza, del libero mercato e della solidarietà”; Andrea Romano “Macron si è ispirato ad alcune proposte di Renzi, le sue proposte somigliano a quelle di Matteo”; Piero Fassino “Chiama anche il Pd a una duplice sfida: concorrere alla costruzione di un moderno riformismo europeo”; Gennaro Migliore “L’analogia tra Macron e Renzi sta nella loro capacità di innovare la sinistra”; Marianna Madia “Il messaggio più forte è che si può riuscire a cambiare l’Europa con la forza della politica”; Sandro Gozi, sottosegretario a Palazzo Chigi “Sono amico di Emmanuel, sapevo che avrebbe vinto. Ha detto ‘mi ispiro a Renzi’ e quando Matteo ha vinto le primarie è stato uno dei primi a sottolineare quell’affermazione. Hanno una visione e un progetto che li lega: cambiare l’Italia e la Francia per cambiare l’Europa”.

In effetti Macron era riuscito a vincere le elezioni, presentandosi proprio come il candidato del rilancio dell’Europa, della difesa comune del nostro continente, dell'europeismo senza se e senza ma, auspicando persino un Buj European Act del tipo di quello statunitense per privilegiare l'industria UE nelle gare pubbliche e teorizzando un ulteriore trasferimento di sovranità nazionale, nella convinzione che oggi “La France c'est Europe”...

L'Europa che vorremmo

Quello di imporsi traguardi tanto ambiziosi da sembrare quasi velleitari è un vizio che l'Europa non ha perso in sessant'anni di vita. È una costante, un suo tratto distintivo che l'ha trasformata nella più grande storia di successo dopo le desolazioni e le miserie di due guerre mondiali. Perché, come amano ricordare i padri fondatori della Comunità così come tutte le autorità italiane ed europee che ne hanno celebrato a Roma i sessant'anni di vita, «il futuro appartiene ai sognatori e i sogni, per chi ci crede davvero, tante volte si trasformano in realtà».

Negli anni '50, bisognava gettare le basi per evitare che in Europa si versasse altro sangue, sanare la ferita aperta del dissidio franco-tedesco. Ci si provò con la Comunità europea di difesa nel '54 ma il tentativo andò male. Si tentò la carta dell'economia con i Trattati istitutivi della Comunità economica e dell'Energia atomica. Ma l'obiettivo era lo stesso: l'unione politica. Oggi, dopo sessant'anni, l'Unione è a 27, abbiamo un mercato interno di mezzo miliardo di consumatori e una moneta unica, ma il traguardo più ambizioso resta sempre l'unione politica ed una costituzione europea.

La pace è una conquista assodata, nessuno la mette più in discussione, ma la lotta al terrorismo islamico, l'invasione di masse di disperati dall'Africa e dall'Asia, la difesa del multilateralismo nelle crisi regionali, le sfide poste dalla globalizzazione, dalla crescita sostenibile e dall'approvvigionamento energetico chiamano in causa ancora volta un'Europa forte ed efficiente. Depurati da quel tanto di inevitabile retorica che ogni celebrazione si porta con sé e con alcune lievi differenze, sono queste le considerazioni che a Roma in varie sedi, durante le celebrazioni per i sessant'anni dei Trattati, sono state svolte da tutti i rappresentanti degli Stati Europei.

Globalizzazione e nuovo modello di sviluppo

Di solito quando una multinazionale delocalizza dal nostro Paese e si va a stabilire in un territorio dove il costo del lavoro costa meno, migliaia di persone perdono il proprio posto di lavoro, altrettante dell'indotto finiranno per perderlo poco dopo, tante famiglie si vedranno private del proprio reddito o comunque lo vedranno fortemente ridotto.

Non si tratta della cronaca delle conseguenze di una guerra, ma del risultato terribile della politica industriale di tante aziende multinazionali.

Con la semplicità e la leggerezza con cui si firma un documento, i vertici di queste aziende decretano non solo un dramma per migliaia di operai, di impiegati, ma assestano anche gravi colpi all'economia dei territori, anche se nel passato, in particolare, spesso queste attività hanno potuto godere di innumerevoli benefici e contributi a fondo perduto.

Certo l'Italia non si distingue per le agevolazioni che fornisce agli imprenditori. Da anni immemorabili si parla e si scrive di carenze infrastrutturali, culturali, organizzative e delle insufficienze delle pubbliche amministrazioni e della nostra giustizia.

Le decisioni di chiudere gli stabilimenti vanno però viste anche sotto un'altra prospettiva. Per capire il vero “perché” è bene cercare di indagare sulle politiche e nelle strategie globali delle multinazionali presenti in tutto il mondo. Per tentare di far luce sui meccanismi della “globalizzazione”.

Ed allora cerchiamo di leggerla bene questa “globalizzazione”.

Convegno: I Trattati di Roma 1957 - 2017. Il futuro dell'Unione Europea.

Carissimo,
sperando di farti cosa gradita, ti invio l’invito ed il relativo programma del Convegno: “I Trattati di Roma 1957 - 2017. Il futuro dell'Unione Europea", promosso ed organizzato dall'UCID Nazionale e dal Gruppo Lazio, con la collaborazione dell'Associazione Ex Parlamentari, che si terrà martedì 4 aprile p. v. alle ore 17:00 presso la Sala Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica sita in Piazza Capranica n.72 - 00186 Roma.  Nell'occasione verrà presentato il volume pubblicato a cura dell'UCID: "L'UCID e l'anniversario dei Trattati di Roma 1957-2017". Trattandosi di una iniziativa molto importante ed estremamente interessante perché parteciperanno parlamentari di vari schieramenti politici, ti sarei grato se volessi assicurarmi la tua presenza e quella dei tuoi amici e conoscenti.

Cordiali saluti.


                        clicca qui per visualizzare e scaricare programma ed invito dell'evento                                             


                                                                    Il Presidente UCID Gruppo Lazio
                                                                            Rccardo Pedrizzi


P. s.: L'accesso alla sala - con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta -
è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.

R.S.V.P. entro il 2 aprile 2017
tel: 0773/480553 - 06/86323058 - 06/67603170
[email protected] - [email protected] - [email protected]

 

Italia in ginocchio

Alla domanda che gli ha fatto Mario Sensini del "Corriere della Sera": «Le grandi imprese straniere stanno puntando i nostri “campioni”. È preoccupato?». Il Ministro Carlo Calenda ha risposto: «Dipende: nella maggior parte dei casi gli investimenti esteri portano crescita ma dovremo comunque essere pronti a una tutela più assertiva degli interessi e degli asset economici nazionali strategici nei confronti dei partner, anche europei, che spesso usano in modo più coordinato e aggressivo di noi il sistema Paese. Entriamo in una stagione dove il nazionalismo economico si rafforzerà in tutto il mondo. Non dobbiamo abbracciarlo, ma neanche essere impreparati ad affrontarlo.».

Il riferimento a Mediaset o alle ostilità tedesche al piano per Monte Paschi è chiaro.

«Inoltre - ha aggiunto il Ministro - dobbiamo ricostruire una rete fatta di grandi aziende, pubbliche e private, e di istituzioni finanziarie capaci di muoversi all’occorrenza in modo coordinato, tra di loro e insieme al governo.»

In effetti fino ad oggi pur essendo da anni iniziata la "campagna d'Italia" per mettere le mani sui gioielli di casa nostra, la politica ha continuato a disinteressarsene, governo e parlamento compresi.

La società Vivendi, infatti, che è già titolare al 15 dicembre 2016 di una partecipazione significativa in “Telecom Italia”, pari al 23,9%, tale da conferirle una posizione di controllo di fatto o comunque di “material influence”, ha recentemente acquisito una partecipazione in Mediaset che è salita al 28,8 del capitale complessivo ed al 29,9 dei diritti di voto, spendendo in otto sedute di Borsa ben 1,17 miliardi e sfiorando la soglia dell'Opa (offerta pubblicitaria di acquisto)...

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Evento dell'UCID Gruppo Lazio.
Invito

Il Gruppo UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) del Lazio organizza la cena di apertura dell'Anno Sociale 2017 per martedì 7 marzo prossimo, alle ore 20:00 presso "Spazio 900", Palazzo dell'Arte Antica, sito in Piazza Guglielmo Marconi, 26/B, zona Eur, 00144 Roma.
    Nell'occasione dopo l'introduzione del Senatore Riccardo Pedrizzi, Presidente Regionale dell'UCID Lazio, porteranno i saluti il Presidente Nazionale UCID, Dott. Giancarlo Abete
ed il Ministro dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, On.le Dott. Gian Luca Galletti. Interverranno il Dott. Fabio Cerchiai, Presidente di Autostrade S.p.a., Il Dott. Giovanni Lo Storto, Direttore Generale LUISS Guido Carli.
     Hanno confermato la presenza S. Em. Rev.ma il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, S. Ecc. Rev.ma il Vescovo Paolo Schiavon, Consulente Ecclesiastico del Gruppo UCID Lazio, il Sen. Dott. Andrea Olivero, V. Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, l'On.le Dott. Pier Paolo Baretta, Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, il Sen. Dott. Mauro Maria Marino, Presidente 6ª Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

  
                                                             La Segreteria UCID
Gruppo Regionale Lazio



il costo della cena è di 50 euro p. p.
R.S.V. P. entro il 28 febbraio 2017.
ai seguenti numeri 0773/480553 – 06/86323058 – 06/86399042
[email protected][email protected][email protected]
 
Segreteria UCID Gruppo Lazio
Piazza Roma, 4 Sc/ C - 04100 - LATINA
tel. 0773/480553   fax: 0773/412412
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70° Anniversario dell’UCID Nazionale

 

 

 

Nell’ambito della giornata del  70° dell’UCID Nazionale è stato presentato il IV Rapporto UCID a cura del Segretario Generale Giovanni Scanagatta. Sono intervenuti come relatori  il Prof.Cesare Imbriani e il Prof.Antonio Magliulo, moderatore Marco Tarquinio – direttore Avvenire – e S.E. il Card.Salvatore De Giorgi.

Intervento ai 70 anni dell'UCID Nazionale del Vicepresidente Nazionale Riccardo Pedrizzi

Settanta anni. Oggi noi celebriamo i 70 anni dell'UCID. Settanta anni di vita, di storia, di lavoro, di impegno., di attività, di successi ma anche di battute di arresto e di appuntamenti mancati.

Sono pochi 70 anni, se si guarda alla storia del cattolicesimo sociale e sopratutto alla storia del magistero sociale della Chiesa che inizia 2000 anni fa e si fa dottrina 125 anni fa con l'enciclica “Rerum Novarum” di Leone XIII.

Sono Tanti, se si considera tutto quello che è successo dal 1947 ad oggi nel nostro Paese: la ricostruzione, la guerra fredda, il Miracolo Economico, il collateralismo dell'associazionismo alla politica, il 1968 e le Brigate Rosse, le stragi oscure, ancora oscure, sopratutto il 1989 e la fine del comunismo, secondo Francis Fukuyama addirittura la fine della storia, il crollo della Prima Repubblica con tangentopoli, la nascita della Comunità europea e dell'Euro, la fine dei tradizionali partiti politici, l'alba del nuovo millennio con la globalizzazione, l'attacco alle torri gemelle ed il nuovo volto del terrorismo islamico, la finanziarizzazione dell'economia con la grande crisi che ancora ci attanaglia dal 2007, più lunga delle guerre mondiali che abbiamo conosciuto, le migrazioni di milioni di persone... (clicca sotto per leggere il testo intero).

 

 

 

Carissimo,
sperando di farti cosa gradita, ti invio l’invito ed il relativo programma del Convegno: “Conoscere per scegliere. Referendum Costituzionale", promosso ed organizzato dall’UCID Gruppo Lazio, con la collaborazione del Centro Italiano Femminile (CIF), che si terrà martedì 29 novembre p. v. alle ore 17:00 presso la Sala Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica sita in Piazza Capranica n.72 - 00186 Roma.  Trattandosi di una iniziativa molto importante ed estremamente interessante, ti sarei grato se volessi assicurarmi la tua presenza e quella dei tuoi amici e conoscenti.

Cordiali saluti.
                                                                        Il Presidente UCID Gruppo Lazio
                                                                                Rccardo Pedrizzi

 


Clicca qui per visionare e scaricare il depliant del convegno
 

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tel. 0773/480553 fax: 0773/412412
 

1956, una rivoluzione per la libertà

A sessanta anni esatti dai tragici fatti di Ungheria – dove le legittime aspirazioni di libertà e indipendenza di un popolo furono schiacciate dall’intervento armato dell’Armata Rossa - è opportuno, anzi doveroso, rendere omaggio, visto anche il silenzio assordante che ha caratterizzato questa ricorrenza, ai protagonisti di quei terribili giorni: ai caduti per la libertà del 1956 ungheresi, ai combattenti e alle vittime di un moto generoso, condannato all'isolamento e alla sconfitta in un mondo percorso dalle tensioni e dalle logiche della guerra fredda.

La sollevazione ungherese contro lo stalinismo fu il segno più grande della resistenza opposta alla pressione del totalitarismo comunista. Si trattò di una resistenza repressa brutalmente in quell’ottobre di sessant'anni fa, ma che sarebbe riemersa, nel corso dei decenni successivi nella vita dei popoli sottoposti ai regimi dispotici del socialismo reale.

La rivoluzione ungherese rappresentò, infatti, il tentativo generoso di scardinare un ordine imposto dall'esterno, di riappropriarsi della libertà di scegliere il proprio ordinamento e le proprie istituzioni, il proprio modo di vivere e di essere. Ma nell'epoca della guerra fredda, per quella rivoluzione non c'era futuro: fu infatti una rivoluzione calunniata dal comunismo internazionale. Per più di tre decenni venne bollata come “controrivoluzionaria” dal regime imposto a Budapest dai sovietici. A questo giudizio, purtroppo, si accodò quasi tutta la sinistra italiana, o almeno la sua parte più importante...

Ora è guerra... di religione e di civiltà

Il nuovo numero di “Intervento nella Società”, la rivista di cultura, economia, politica ed informazione apre con un editoriale del Senatore Riccardo Pedrizzi di estrema attualità sulle persecuzioni dei cristiani. A seguire troviamo la sezione “Politica” con interviste a Domenico Fisichella: “La destra oggi non esiste” e Vincenzo Visco: “Il PD è un'amalgama mal riuscito”.

Il “Primo Piano” fa una panoramica sulle varie opinioni in relazione al Referendum Costituzionale, con articoli di: Renato Brunetta, Presidente dei Deputati di Forza Italia; Andrea Marcucci, Presidente della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) del Senato; Sen. Carlo Giovanardi; Alberto Lembo; del Prof. Tommaso Edoardo Frosini; Giuseppe Gargani; Menetto Frecle; Luigi Compagna; Ferdinando Adronato.

Troviamo poi la rubrica “Visto da Londra” con uno raffronto fra Italia ed Inghilterra, con articolo di John Stewart, Presidente dello Studio Legale Fieldfisher Italia.

Lo “Speciale Credito”, comprende una panoramica sull'attuale situazione delle Banche Popolari che sono riuscite ad affrontare e superare brillantemente questo periodo di crisi.

La rubrica “Cultura” tratta il tema del negazionismo con Vincenzo Pacifici...

Il flop del Giubileo della Misericordia

La domanda da porsi è quale Giubileo abbiamo vissuto. Una domanda che bisogna porsi per l'importanza dell'evento, ma anche perché è mancato una visione complessiva dell'evento, soprattutto dopo i terribili tragici attentati del fondamentalismo islamico.

L'unica visione globale è stata quella religiosa tracciata da S. S. Francesco, nella Bolla di indizione del Giubileo straordinario “Misericordiae vultus”, che ha orientato il mondo cattolico e, quindi, avrebbe dovuto orientare anche l'azione dei laici cattolici impegnati nel sociale. Ma questa visione prevalentemente religiosa avrebbe dovuto essere integrata da una altrettanta lucida valutazione ed azione nel campo politico, economico, sociale e dei costumi.

Governo ed amministrazioni locali hanno perduto tempo prezioso ed ora registriamo il flop di cui ha parlato nei giorni scorsi “Il Tempo”.

L'Italia, di fatto, è restata spettatrice di un evento che pure la avrebbe dovuto riguardare in tutti gli aspetti e che sarebbe dovuto divenire il grande propulsore, non solo economico, ma anche culturale, morale e spirituale. Il Giubileo non è solo un affare, (che non ci è stato a seguito della diffusa paura di attentati) ma avrebbe dovuto essere un grande momento di tensione morale.

I Giubilei per Roma, per l'Italia e l'intera cristianità hanno costituito sempre un momento di grande tensione spirituale e culturale, hanno avuto influenza sui costumi, sull'arte, sull'economia, sulla politica.

Questo Giubileo avrebbe dovuto rappresentare una tappa importante verso il rinnovamento del “modello di civiltà” che in tutto il mondo è entrato in crisi per l'incertezza dei valori di riferimento. Questa opportunità non è stata colta. Avrebbe dovuto tendere alla formazione di una nuova coscienza e di una tensione spirituale in grado di riportare l'etica nella politica, nell'economia e nella finanza e la solidarietà nella vita civile. Non è avvenuto. Chi è arrivato a Roma e in Italia per il Giubileo ha trovato un'Italia avviata alla sua rigenerazione, che ha lasciato alle spalle la corruzione? Non sembra proprio. Di fronte a questa situazione il Giubileo si è retto solamente sulla spiritualità e sulla cultura cristiana, elementi che ci appartengono e ci distinguono.

Mentre sarebbe stato necessario in questi ultimi mesi agevolare la visita ai siti religiosi, di cui il Lazio è particolarmente ricco.

L'intero sistema bisognava fosse integrato con i territori contermini a nord e sud del Lazio, offrendo la possibilità di un collegamento funzionale con l'Umbria, le Marche e con l'Italia meridionale, anche nella prospettiva di un naturale ponte, in questo particolare momento di tensione, verso gli altri Paesi del Mediterraneo ed in particolare verso la Terra Santa, sia per recuperare una naturale funzione storica, sia per inserirsi nell'ambito della visione giubilare della Chiesa che tende a coinvolgere nell'evento numerosi santuari del Sud ed a proiettarsi verso Gerusalemme.

Il Santo Padre però nella sua Bolla di indizione del Giubileo aveva stabilito «che in ogni Chiesa particolare, nella Cattedrale che è la Chiesa Madre per tutti i fedeli, oppure nella Concattedrale o in una chiesa di speciale significato, si apra per tutto l'Anno Santo una uguale Porta della Misericordia. A scelta dell'Ordinario, essa potrà essere aperta anche nei Santuari, mete dei tanti pellegrini» (Cfr. Papa Francesco, “Misericordia Vultus”, Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia, Roma 11 Aprile 2015). Occorre tener conto perciò che molti pellegrini hanno preferito restare nelle proprie diocesi evitando di sottoporsi a lunghi viaggi ed a possibili pericoli di attentati.

Anche per questo il Giubileo non ha riguardato l'intero territorio nazionale ed ha interessato meno del previsto anche la città di Roma.

 

Riccardo Pedrizzi

Vicepresidente nazionale UCID

(Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti)

 

 

 

 

Il Giubileo della Misericordia

La domanda da porsi è quale Giubileo stiamo vivendo. Una domanda che bisogna porsi per l'importanza dell'evento, ma anche perché pare che manchi una visione complessiva dell'evento, soprattutto dopo i terribili tragici attentati del fondamentalismo islamico.

L'unica visione globale è quella religiosa tracciata da S. S. Francesco, nella Bolla di indizione del Giubileo straordinario “Misericordiae vultus”, che sta orientando il mondo cattolico e, quindi, dovrebbe orientare anche l'azione dei laici cattolici impegnati nel sociale. Ma questa visione prevalentemente religiosa dovrebbe essere integrata da una altrettanta lucida valutazione ed azione nel campo politico, economico, sociale e dei costumi che da questo avvenimento dovrebbero essere interessati.

Governo ed amministrazioni hanno perduto tempo prezioso ed ora registriamo una situazione se non di emergenza, almeno di vuoto di proposte e di eventi.

 

 

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Carissimo,
sperando di farti cosa gradita, ti invio l'invito ed il relativo programma del Convegno: "Attualità della Dottrina Sociale" (i 25 anni dalla "Centesimus Annus", ed i 125 anni dalla "Rerum Novarum"), promosso ed organizzato dall'UCID Gruppo Lazio con la collaborazione della Fondazione Bruno Buozzi e la Fondazione Centesimus Annus Pro Pontefice, che si terrà in data martedì 20 settembre p. v. alle ore 17:00 presso la Biblioteca della Camera dei Deputati di Palazzo San Macuto sito in Via del Seminario n. 76 - 00186 Roma. All'evento parteciperanno importanti relatori. Ti sarei grato se volessi assicurarmi la tua presenza.

Cordiali saluti.
 
                  Il Presidente UCID Gruppo Lazio
                          Sen Dott. Riccardo Pedrizzi


 

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Il risparmio, un valore e una virtù

Senza troppi giri di parole ed andando subito al cuore del problema dico subito che nella vicenda di Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Carichieti, molti piccoli risparmiatori sono stati gettati sul lastrico, perdendo buona parte dei propri risparmi, per questo dovranno essere ristorati e bisognerà che al più presto il governo ponga termine a questa situazione di ingiustizia.

Ora è tutto un rimpallarsi di responsabilità e di accuse, dopo il decreto del governo che bene o male ha salvato queste quattro banche.

Di chi è la colpa?....

Dell'Unione Europea? della Commissione Europea che pretende di applicare quelle norme votate dalla maggioranza dei deputati italiani al Parlamento europeo nella primavera del 2014 sui salvataggi delle banche? Di Bankitalia che non ha vigilato sulla stabilità delle singole banche? Della Consob che non ha controllato la qualità dei prodotti finanziari venduti?

 

 

*|MC:SUBJECT|*
Evento dell'UCID Gruppo Lazio.

l'On.le Gian Luca Galletti, Ministro dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio e del Mare,

all'apertura dell'anno sociale dell'UCID del Lazio
 
Il Gruppo UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) del Lazio organizza la cena di apertura dell'Anno Sociale 2016 per mercoledì 24 febbraio prossimo, alle ore 20:00 presso "Spazio 900", Palazzo dell'Arte Antica, sito in Piazza Guglielmo Marconi, 26/B, zona Eur, 00144 Roma.
    Nell'occasione dopo l'introduzione del Senatore Riccardo Pedrizzi, Presidente Regionale dell'UCID Lazio, porterà i saluti il Presidente Nazionale UCID, Dott. Giancarlo Abete. Una relazione sarà tenuta dall'On.le Gian Luca Galletti, Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
    Hanno assicurato la loro presenza S. Em. il Cardinale Salvatore De Giorgi, Consulente Ecclesiastico Nazionale dell'UCID, S. Em. il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi e Presidente emerito della Pontifica Commissione per l'America Latina, S. Ecc. Mons Paolo Schiavon, Consulente ecclesiastico del Gruppo UCID Lazio.
 
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il costo della cena è di 50 euro p. p.
R.S.V. P. entro il 19 febbraio 2015.

ai seguenti numeri 0773/480553 – 06/86323058 – 06/86399042
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La vita continua, rotta verso Sud

Avremmo potuto continuare a parlare e scrivere di terrorismo, di attentati, di stragi, di immigrazione selvaggia, di Islam e di bombardamenti, di Turkia e Siria, Irak e Libia. Avremmo così fatto il gioco del “nemico” vogliamo invece ricominciare a pensare al nostro Paese, al nostro destino di comunità nazionale, alle nostre possibilità di crescita e di sviluppo. Per questo facciamo “Rotta verso Sud”. (La Redazione).
Il Rapporto Svimez (l'Istituto che da decenni ogni anno fotografa la situazione del nostro Mezzogiorno ed al quale la stampa riserva di solito qualche articolo solo per qualche giorno), questa estate con una frase ad effetto “Il Sud fa peggio della Grecia” è riuscita ad ottenere le prime pagine dei quotidiani e più attenzione dei mezzi di informazione solo perché lo scrittore Roberto Saviano, con una lettera aperta a Renzi ha chiesto se e chi farà qualcosa per questa parte del Paese in cui «il lavoro è come nel 1977, le nascite come nel 1860. L'aumento esponenziale dell'immigrazione coinvolge sopratutto i giovani più brillanti».
Eppure i segnali, gli allarmi, gli appelli degli istituti di ricerca, degli studiosi e di chi conosce bene la situazione in cui versa il nostro Mezzogiorno non sono mai mancati sopratutto dall'inizio della crisi del 2007, da quando, cioè, tutti i dati a disposizione segnalano che il divario tra Nord e Sud va sempre più allargandosi.....

Europa, la fine di un sogno?

“l'Europa si sta dileguando, l'Europa sta precipitando” ha detto pochi giorni fa Massimo Cacciari intervistato da Linea Notte del Tg3. Non c'è più Europa non solo e non tanto perché ritornano e rinascono i muri ed il filo spinato tra gli stati dell'Unione, che pare non conoscere più cosa sia la solidarietà (non dico la fratellanza) e l'ospitalità, ma anche e sopratutto perché non sa dire una parola univoca ed unitaria e non sa affrontare la vera ed unica causa che ha generato e sta generando l'esodo biblico di popoli che fuggono dalla guerra, dalla dittatura e dalle stragi indiscriminate di donne, vecchi e bambini.
Lo ha ammesso persino Jean Claude Juncker, il presidente della Commissione Europea, dinanzi al parlamento di Strasburgo, in un discorso - il primo sullo stato dell'Unione - amaro e duro nello stesso tempo che, purtroppo, ha avuto poca eco nell'opinione pubblica se non, addirittura, è passato sotto silenzio, forse proprio perché ha evidenziato la gravità della situazione che sta attraversando “un'Europa malandata” ed ha paventato i pericoli di una sua implosione: “Siamo chiari e onesti con i nostri spesso preoccupati cittadini: fino a quando c'è una guerra in Siria e terrore in libia il fenomeno dei rifugiati semplicemente non sparirà affatto”. In pratica Juncker ha detto che è la causa del fenomeno migratorio che va affrontato, e che però vede i 28 Stati dell’unione divisi sull’analisi, sulle diagnosi e sulla terapia.....

I Cattolici e la politica

E' ripreso in questi ultimi tempi il dibattito sul ruolo dei cattolici in politica, recentemente richiamato e sollecitato anche dal Santo Padre, Francesco. Oggi più che mai viviamo una contingenza storica nella quale sono in gioco atti, decisioni e atteggiamenti che vanno ad incidere sulla vita di ciascuno di noi, dei nostri figli e della intera società. Si ripropone cioè la vecchia questione dell'impegno del cristiano in politica e del ruolo pubblico del cristianesimo.
In poche parole, il problema del rapporto tra fede e politica.
Questione, peraltro, che già si era posta in maniera drammatica durante il predominio democristiano nel corso del quale politici che si definivano cristiani si resero conniventi nel varo delle leggi sul divorzio e sull'aborto. In particolare sul tema dell'aborto allora i democristiani scelsero di non fare la battaglia antiabortista con tutti i mezzi a disposizione, ma di limitarla alla sede parlamentare, rispettando i tempi delle procedure e garantendo il voto finale prima della data fissata per il referendum, che temevano sommamente. Dal suo canto il governo, formato da tutti ministri democristiani, proclamò la sua neutralità, dichiarando estranea alla politica una scelta che in fondo avrebbe riguardato la vita e la morte di centinaia di migliaia di esseri umani.....

Parole, parole, parole...

Circa un anno fa Renzi esordì come capo del Governo, facendo la promessa di voler mettere in sicurezza tutte le scuole disastrate del nostro Paese. Poi dal 15 settembre al 15 novembre dello scorso anno aprì una consultazione per stabilire come riformare la scuola italiana. A gennaio di quest'anno annunciò trionfalmente un decreto legge su , “La buona scuola”, che avrebbe celebrato adeguatamente un anno esatto del suo Governo.
Ora pare che sia saltato tutto, in quanto il premier, lasciando esterrefatta la Ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini, si è convinto che: “ci sono troppe materie dentro questo decreto” e che “quelle urgenti si mescolano con le meno urgenti. Meglio che si esprima il Parlamento – ha detto il Capo del Governo – dobbiamo mettere le Camere nelle condizioni di lavorare al più presto”.
Fatto sta, che il testo, né quello del Decreto Legge e nemmeno quello del Disegno di Legge, è stato per una decina di giorni un documento “desaparecido” tra Consiglio dei Ministri (il varo è del 12 marzo u. s.), Ragioneria dello Stato e Quirinale, tanto che le Commissioni Parlamentari competenti al 23 marzo stavano ancora ad aspettare...
Come dovranno ancora aspettare per lungo tempo di veder riconosciuto il proprio diritto alla libertà di educazione le famiglie che mandano i propri figli alle scuole paritarie....

 

 

 

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