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I ministri della Pubblica Istruzione, dalle stelle alle stalle

LETTERA AL DIRETTORE


Caro Direttore, il caso del preside messo sotto inchiesta per aver postato e condiviso un tuo articolo mi ha spinto a documentarmi sul nostro attuale ministro dell'istruzione, Lucia Azzolina, che è responsabile oggettivamente di tutta questa vicenda, al fine di dare un giudizio fondato e non politico su chi tiene in mano le sorti della nostra scuola. E sono andato a vedere il curriculum di questa signora. Ed anche per poter effettuare un parallelo tra questo ministro ed i suoi predecessori, ripercorrendo la storia del ministero dell’istruzione, o della cultura nazionale come si chiamava un tempo.

Azzolina è diplomata al liceo scientifico L. Da Vinci di Floridia, laurea triennale a Catania, magistrale in storia della filosofia, prof. nei licei di La Spezia e Sarzana, dopodiché si specializza nell’insegnamento del sostegno a Pisa. Nel 2013 prende anche la laurea in Giurisprudenza poi svolge la pratica forense, occupandosi di diritto scolastico. A maggio 2019 diventa dirigente scolastico dopo aver superato il concorso sul quale si stanno facendo “accertamenti”. Fa carriera nel sindacato della scuola.

Lo scorso anno il quotidiano “Repubblica” ha scoperto che ha copiato ampi stralci della sua tesina finale, consegnata dopo il tirocinio per l’abilitazione all’insegnamento.

Il paragone con gli altri ministri dell’Istruzione perciò fa impallidire tutti noi, ma sopratutto dovrebbe far impallidire l'attuale ministro, da Benedetto Croce e Giovanni Gentile, filosofi di respiro storico e internazionali, nel dopoguerra Antonio Segni, giurista di fama, Magnifico Rettore a Sassari, tanto per citarne subito qualcuno.

Aldo Moro, anch’egli fine giurista e statista martire delle Br, Giuseppe Medici, illustre economista, titolare di cattedra di Politica Economica e Finanziaria alla facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma e presidente dell'Accademia nazionale di agricoltura.

Riccardo Misasi, docente di fama, che una università, in Calabria, l’ha prima fondata e poi diretta, Oscar Luigi Scalfaro, poi diventato Presidente della Repubblica, Franco Maria Malfatti, che fu anche presidente della, l’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella, il massimo linguista italiano Tullio De Mauro.

Benedetto Croce fu ministro della Pubblica Istruzione ed è considerato tra i maggiori protagonisti della cultura italiana ed europea.

Giovanni Gentile, filosofo di fama mondiale, fu nominato da Mussolini ministro della Pubblica Istruzione nel 1922, attuando nel 1923 la riforma Gentile, considerata la migliore della storia italiana da tutti gli esperti di tutti gli orientamenti politici e culturali. Fu Presidente dell'Accademia d'Italia e Direttore Scientifico dell'Enciclopedia Italiana.

Guido Gonella che conobbi personalmente, fu ministro della Pubblica istruzione filosofo e giurista.

Giovanni Spadolini a soli 25 anni era già professore di Storia Contemporanea all’Università degli studi di Firenze, Direttore de “Il Resto del Carlino” e de “Il Corriere della Sera”. Fu ministro della Pubblica Istruzione, presidente del Consiglio e presidente del Senato.

Salvatore Valitutti nel 1938 conseguì la libera docenza in Storia delle dottrine politiche e nello stesso anno, poco più che trentenne, fu nominato, Provveditore agli Studi di Mantova, è stato il più giovane provveditore italiano. Nel 1979 fu nominato ministro della Pubblica Istruzione.

Gaetano Martino fu Rettore all'Università di Messina ed alla “Sapienza” di Roma.

Gerardo Bianco si laureò in lettere classiche e diventò docente, poi deputato in diverse legislature, un punto di riferimento culturale, oltre che politico, del cattolicesimo democratico. Divenne ministro della Pubblica Istruzione nel 1990.

Francesco D’Onofrio, laureato in Giurisprudenza a Napoli nel 1962, conseguì il Master of Law nell'Università di Harvard. Professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l'Università "La Sapienza", fu ministro della Pubblica Istruzione nel primo governo Berlusconi.

Ecco, basterebbe questo piccolo excursus, per constatare come siamo caduti in basso, dalle stelle alle stalle, dai Giganti - come si diceva ai tempi di Bettino Craxi - ai nani ed alle ballerine.


Riccardo Pedrizzi
www.riccardopedrizzi.it