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E' confermato dovremo rimborsare tutte le somme che arriveranno dall'Europa

Per il programma NGEU (Next Generetion Eu), appena uscito si ha conferma ufficialmente di quanto da tempo andiamo sostenendo. lo dichiara Riccardo Pedrizzi già Presidente della Commissione Finanze e Teroso del Senato, il nuovo nome dell'ex Recovery Fund che si prefigge di pilotare l'Europa al di fuori della crisi del Coronavirus. Nei giorni scorsi infatti, la Commissione europea è stata autorizzata a reperire risorse fino a 750 milioni di euro sui mercati dei capitali per conto dell'Unione europea. I fondi possono essere utilizzati per fornire prestiti fino a 360 miliardi di euro e trasferimenti fino a 390.

Per essere chiari, dei 750 miliardi di euro che l’Europa dà come pacchetto per la ripresa, metà sono trasferimenti (si tratta in effetti di sovvenzioni della Comunità europea) e metà sono prestiti.

I prestiti verranno rimborsati dagli Stati membri e comunque sono un debito in senso stretto.

La verità – aggiunge Pedrizzi – è che i trasferimenti pure saranno rimborsati, con aumento sia dei contributi dei singoli stati rapportati al Pil nazionale e sia delle risorse proprie degli stessi Stati, attualmente parametrate ad una percentuale dell'IVA. Infatti il Consiglio europeo ha stabilito di riformare il sistema delle risorse proprie dell'Unione e di garantire che i rimborsi dei trasferimenti siano coperti da contributi basati sul reddito nazionale lordo degli Stati membri e da nuove risorse proprie dell'UE.

Dunque, pagheranno sempre gli Stati membri anche per i “trasferimenti”.

Per l’aumento delle risorse ci saranno in effetti, presumibilmente, più tasse, perché queste risorse possono derivare sia dagli aumenti delle tasse e delle relative aliquote, sia dai tagli di bilancio, che attualmente appaiono difficili da realizzare.

Inoltre si ha conferma del fatto che i trasferimenti al netto dei rimborsi ammonteranno a quasi 2 punti di Pil. Per l’Italia pertanto si tratterebbe di ricevere al netto 36 mld di euro circa. Ma il dato ancora non è confermato e su di esso ci sono opinioni discordi sulla sua affidabilità.

Naturalmente i rimborsi avverranno con tempi dilatati rispetto all’afflusso delle risorse. Infatti mentre queste potranno essere erogate agli Stati fino alla fine del 2026 i rimborsi dovranno avvenire al più tardi entro il 31 dicembre 2058.

Questo è in effetti – conclude l'ex Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato con grande clamore- l'unico vantaggio complessivo dell’operazione che era partita dai predetti 750 mld. Insomma la montagna ha partorito un topolino.

La Segreteria

RASSEGNA STAMPA

Il Tempo - La montagna di Bruxelles ha partorito un topolino

Zazoom - Il grande bluff del Recovery Fund Pedrizzi | “Solo 36 miliardi | niente a fondo perduto | è un debito e basta”